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La riforma della pubblica amministrazione, pilastro del Recovery

La riforma della pubblica amministrazione, pilastro del Recovery

Il ministro Brunetta presenta in Parlamento le linee programmatiche dell'intervento che accompagnerà il PNRR. Gli investimenti nel capitale umano e digitalizzazione. In tre mesi via ai concorsi

Roma – Non sarà “la grande riforma” ma gli interventi saranno veloci e a Bruxelles “accompagneremo il Piano nazionale di ripresa e resilienza con un decreto legge approvato”. L’amministrazione pubblica secondo il ministro Renato Brunetta darà il suo contributo per modernizzare il Paese, “un’occasione per realizzare gli investimenti sul futuro e dotarsi delle infrastrutture sociali e amministrative”. Fare presto significa investire subito sull’accesso “sintonizzato sul cambiamento” e con concorsi che possano essere svolti rapidamente a partire da quelli già banditi. Reclutamento e progressione professionale, un sistema che deve essere radicalmente cambiato in poco tempo annuncia il ministro: “O si cambia subito, nei prossimi due-tre mesi, o i soldi del Recovery non li prendiamo”.

Accesso, Buona amministrazione, Capitale umano e Digitalizzazione, è l’abbecedario degli interventi presentato in Parlamento davanti alle commissioni riunite, un documento che diventerà presto un articolato di legge che nelle previsioni del ministro sarà allegato al PNRR entro il 30 aprile.

Il cambio di passo è l’investimento in parallelo di capitale umano e digitalizzazione, soluzione che consentirebbe il ricambio generazionale, con l’aumento della professionalità, l’incremento della produttività per garantire servizi efficienti.

“È una sfida ambiziosa, è il momento di osare ha detto il ministro, annunciando di aver già avviato il lavoro per portare a termine i concorsi in stand by per le restrizioni della pandemia. L’idea è quella di “individuare luoghi pubblici istituzionali, università, fiere dotate di strutture, di piattaforme tecnologiche, dove ospitare un numero ampio di candidati per fare dei concorsi online”.

La prova della digitalizzazione sarà quella più dura e probabilmente anche più lunga. Per trasformarla è necessario ripensare i processi amministrativi con una nuova chiave e non con la semplice sostituzione delle modalità analogiche.

Ma i tempi stretti impongono anche immediati interventi normativi di semplificazione per aprire la strada al Recovery plan. I colli di bottiglia nelle decisioni sono gli ostacoli più duri per i progetti che saranno messi in campo e per questo Brunetta annuncia che si sta lavorando a un primo provvedimento “che ci consenta di rispondere rapidamente ai rilievi della Commissione europea” superando vincoli e limiti che rischiano di non farci raggiungere gli obiettivi del Piano”. Tra le semplificazioni necessarie l’accelerazione della valutazione di impatto ambientale per i progetti che riguarderanno il clima e l’energia, la disciplina edilizia per la rigenerazione urbana e la realizzazione della banda ultra larga”.

Nella mini rivoluzione annunciata da Brunetta non sarà facile neppure il confronto con i sindacati anche se il ministro ha annunciato un approccio pragmatico e la volontà di portare avanti il progetto in un clima di “coesione sociale”. E come segnale già nei prossimi giorni le sigle del pubblico impiego saranno convocate per avviare la tornata di rinnovi contrattuali.