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COVID, dal Parlamento UE l'allarme:

COVID, dal Parlamento UE l'allarme: "Rischio insolvenza in alcuni Paesi dell'eurozona". Specie in Italia

Il monito in un'analisi condotta per la commissione Affari economici. Senza una credibile strategia di riduzione del eurolandia in pericolo. Indispensabili "riforme strutturali a livello nazionale"

Bruxelles – L’eurozona rischia una nuova crisi del debito sovrano, con l’Italia tra i principali fattori di shock potenziale per un livello di debito che se non corretto può generare il “default potenziale”. L’allarme arriva dal centro di studi e ricerche del Parlamento europeo, nell’analisi sui pericoli di effetto crollo da pandemia condotta per conto della commissione Affari economici.

Il documento rileva come a causa della recessione prodotta dall’ondata di Coronavirus e l’intervento pubblico di sostegno all’economia ha fatto sì che i livelli del debito sono aumentati per tutti i Paesi, “riflettendo la gravità di questa crisi”. Dal 2019 al 2020 il livello del debito italiano è aumentato del 20%. Aumenti sostanziosi e anche superiori in percentuale si sono registrati anche in Grecia (13%), Spagna (29%), Francia (21%) e Germania (23%).In questo contesto, sorge una domanda su cosa accadrà a questo debito dopo la pandemia“. Il punto è che non c’è una risposta.

La pandemia ha colpito i Paesi dell’area dell’euro in modo eterogeneo, “tanto che non è chiaro quando i Paesi saranno in grado di terminare i loro programmi di salvataggio pandemico negli anni successivi”. Pertanto, denunciano i ricercatori, il debito può aumentare ulteriormente o “rimanere a un livello elevato che potrebbe non essere sostenibile a lungo termine, portando a potenziali scenari di insolvenza di alcuni Paesi dell’area dell’euro“.

Perché l’Italia è tra i principali indiziati in questo scenario nefasto? Si rileva come in molti Paesi, “soprattutto in Italia, Germania e Giappone”, la maggior parte dell’assistenza viene fornita attraverso garanzie. Il punto è che “le garanzie statali non riescono a favorire nuovi prestiti per le banche”, che a loro volta “non possono espandere il loro portafoglio prestiti per mancanza di capitale”. Manca liquidità, e si devono anticipare soldi che non si hanno con la promessa di restituzione. Questo rischia il collasso del sistema. 

Senza contare l’andamento dei titoli azionari. “Un aumento sostanziale dei rendimenti dei titoli di Stato rimane un serio rischio per le prospettive di bilancio in Paesi ad alto debito come l’Italia“, rileva lo studio. In sostanza, se aumenta il rendimento del titolo, aumenta la spesa sugli interessi che lo Stato deve pagare, che significa ulteriore deterioramento per le casse dello Stato.

A tutto questo si aggiunge la situazione più generale per cui “non è chiaro” se la pandemia finirà simultaneamente per tutti i Paesi membri. Questa incertezza “può provocare un peggioramento delle prospettive economiche per i Paesi membri periferici, portando a un peggioramento delle condizioni in futuro“.

Il peggio si può evitare. Come? Riforme vere, credibili, da avviare subito. Su questo gli autori dell’analisi non hanno dubbi. “il raggiungimento sia del risanamento di bilancio sia di una crescita sostenibile e inclusiva non sarà possibile senza l’attuazione di riforme strutturali a livello nazionale e opportuni cambiamenti nel quadro istituzionale europeo“.

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