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E-commerce, Parlamento UE vuole obbligo per piattaforme digitali di comunicare reddito di chi vende beni e servizi

E-commerce, Parlamento UE vuole obbligo per piattaforme digitali di comunicare reddito di chi vende beni e servizi

Approvata in plenaria la risoluzione legislativa sulla tassazione del commercio online e la cooperazione nello scambio di informazioni tra autorità nazionali. Le Big Tech non-UE dovrebbero registrarsi in uno Stato membro ed essere soggette a sanzioni europee armonizzate

Bruxelles – Sulla questione della tassazione del commercio online il Parlamento Europeo si è espresso in maniera inequivocabile: con 568 voti favorevoli, 63 contrari e 64 astensioni è stata approvata la risoluzione legislativa che mira a obbligare le Big Tech a segnalare il reddito guadagnato da coloro che vendono beni e servizi sulle loro piattaforme.

La legislazione promossa dall’eurodeputato tedesco Sven Giegold (Verdi/ALE) chiede alle autorità dei Paesi membri una cooperazione più efficace nello scambio di informazioni e un’armonizzazione delle sanzioni per le piattaforme digitali che si rivelano inadempienti nella comunicazione delle informazioni richieste. Ma soprattutto raccomanda modifiche alla bozza di legislazione sul tracciamento e tassazione delle vendite attraverso piattaforme online.

“Lo scambio di informazioni sarà efficace solo quando tutti i tipi di reddito e patrimonio saranno inclusi in modo coerente nella presente direttiva”, ha commentato l’europarlamentare tedesco. “È irresponsabile rinunciare alle entrate fiscali urgentemente necessarie in questo periodo di crisi” e per questo motivo “la Commissione Europea deve assumersi seriamente le proprie responsabilità in un periodo di deficit pubblico”, proponendo “una forte revisione della direttiva”.

Nel testo approvato viene specificato che le piattaforme non-UE si dovranno registrare e riferire le loro attività nel Mercato unico europeo in un unico Paese membro (dove svolgono attività economiche sostanziali) e da quel momento dovranno essere soggette a sanzioni europee armonizzate se non rispettano i loro obblighi di comunicazione.

Per percorrere la strada di una cooperazione più efficace tra Paesi membri, il Parlamento UE ha previsto che un’autorità fiscale nazionale che riceve una richiesta di informazioni dovrebbe fornirla entro tre mesi dalla data in cui riceve la richiesta. Sarebbe anche opportuno che comunicasse automaticamente non solo le informazioni disponibili, ma anche quelle che potrebbero essere “ragionevolmente messe a disposizione”.

Infine gli eurodeputati hanno invitato la Commissione UE a presentare entro la fine del 2022 una relazione che valuti l’efficacia del sistema di tracciamento e tassazione delle vendite attraverso piattaforme online per ogni Stato membro, compresa l’efficacia degli scambi di informazioni.

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