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Alle aree rurali dell'UE servono più infrastrutture digitali

Alle aree rurali dell'UE servono più infrastrutture digitali

I contributi alla consultazione pubblica sulla visione a lungo termine delle aree rurali indicano il miglioramento delle infrastrutture, in particolare dei trasporti pubblici, e connettività digitale come una delle necessità più urgenti. L'Esecutivo europeo presenterà nei prossimi mesi una nuova strategia per rafforzare le interazioni tra le politiche e gli strumenti di finanziamento

Bruxelles – Il miglioramento delle infrastrutture, in particolare dei trasporti pubblici, è una delle necessità più urgenti per le zone rurali in Europa, come anche l’accesso ai servizi e alle attrezzature di base come acqua, elettricità, banche e uffici postali. È quanto è emerso dai contributi alla consultazione pubblica sulla visione a lungo termine delle aree rurali pubblicata venerdì 12 marzo dalla Commissione europea, in cui oltre la metà degli intervistati (in tutto 2.326 contributi) ha indicato che le infrastrutture sono la necessità più urgente per le aree rurali.

La Commissione prevede di pubblicare a breve una comunicazione sulla visione a lungo termine per il futuro delle zone rurali, come ha confermato il commissario europeo all’agricoltura, Janusz Wojciechowski, in audizione all’Europarlamento. Ha fatto sapere che la Commissione proporrà “una serie di azioni” per rafforzare le interazioni tra le politiche e la coerenza tra gli strumenti di finanziamento per le aree rurali dell’Unione Europea. “Tutte le politiche devono sostenere le aree rurali”, ha detto agli eurodeputati il commissario polacco. I contributi alla consultazione serviranno alla Commissione per elaborare la comunicazione. 

Tra le altre priorità emerse nella consultazione anche il ruolo del digitale. L’attrattiva delle zone rurali dipenderà anche dalla disponibilità della connettività digitale, secondo oltre il 90 per cento di coloro che hanno partecipato alla consultazione. E dal miglioramento delle prestazioni climatiche e ambientali dell’agricoltura (92 per cento), considerato che l’agricoltura è il settore che contribuisce maggiormente alle zone rurali. I risultati della consultazione saranno presentati in maniera ufficiale durante la ‘Settimana sul futuro delle aree rurali’, organizzata dalla Rete europea per lo sviluppo rurale (RESR), in programma dal 22 al 26 marzo. 

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