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    Home » Politica Estera » Ursula von der Leyen senza sedia all’incontro con Erdogan. Parte male il nuovo dialogo con Ankara ma la colpa è dell’UE

    Ursula von der Leyen senza sedia all’incontro con Erdogan. Parte male il nuovo dialogo con Ankara ma la colpa è dell’UE

    L'imbarazzo della presidente della Commissione europea e l'inazione del presidente del Consiglio Charles Michel che non muove un dito per mostrare solidarietà verso l'altra leader. Il portavoce capo dell'Esecutivo: "von der Leyen sorpresa, ma ha preferito dare priorità ai contenuti dell'incontro"

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    9 Aprile 2021
    in Politica Estera

    Bruxelles – Nessuno spazio per Ursula von der Leyen all’incontro ufficiale di ieri con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nonostante il ruolo di presidente della Commissione europea. O meglio, lo spazio c’era ma era volutamente marginale rispetto a quello riservato all’altro presidente in visita ad Ankara, Charles Michel, che invece si è visto riservare la sedia accanto a Erdogan come tutti gli altri presidenti del Consiglio europeo che prima di lui si sono recati in visita in Turchia. L’incontro ufficiale era con i due massimi esponenti delle Istituzioni europee, ma di fatto non sono stati messi sullo stesso piano.

    La visita di ieri ad Ankara dei due leader europei per parlare di rilancio del dialogo con Bruxelles è partita male, con un momento umiliante per l’Unione Europea che non è stata in grado di reagire come invece avrebbe dovuto. Erdoğan ha fatto preparare nel palazzo presidenziale di Ankara dove si è svolto l’incontro, una sedia vicino a sé per il presidente Michel, mentre – come si vede nel video – von der Leyen è rimasta inizialmente senza un posto dove sedersi, in evidente imbarazzo, e senza sapere come comportarsi ha sussurrato “ehm” per poi decidere di sedersi sul divano al lato dei due, di fronte a un altro divano su cui sedeva il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu. Se queste sono le premesse, parte male il rilancio del dialogo con Ankara che secondo le indicazioni fornite ieri in conferenza stampa dai due leader europei dovrebbe fondarsi anche sul rispetto di democrazia, diritti e valori. Almeno a parole.

    Il video della presidente della Commissione – prima donna a ricoprire quel ruolo – umiliata da Erdogan è diventato presto virale su internet, oltre che testimonianza della debolezza politica dell’Unione Europea ai ricatti della Turchia. L’ennesima umiliazione nel Paese dove i diritti delle donne sono una questione questione marginale, quando diventano una questione. Ma desta più stupore il fatto che di fronte alla presa di posizione di Erdogan, il presidente Michel non abbia mosso un dito per mostrare solidarietà nei confronti di von der Leyen. Invece, nessuna intenzione di mostrarsi politicamente forte, neppure il gesto di cedere il suo posto alla presidente della Commissione e di sistemarsi lui sul divano in posizione di serie B. Da parte del Consiglio europeo nessun commento sulla faccenda e sull’inazione di Michel.

    Si potrebbe parlare di gaffe diplomatica, che però in realtà non lo è stata. Ed ecco che tutti i discorsi pronunciati ieri pomeriggio dai due leader al termine dell’incontro sull’importanza per Bruxelles di far rispettare i diritti delle donne, quelli umani e della democrazia come base dei nuovi rapporti UE-Turchia perdono di significato politico, se a pronunciarli è chi non ha alcuna intenzione di farli rispettare nella pratica. In particolare sul rispetto dei diritti umani von der Leyen si è detta “molto preoccupata” dopo che la Turchia poche settimane fa ha deciso di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. L’ultima di una serie di sfacciate beffe ai danni di diritti delle donne e ai principi della democrazia, su cui l’Unione Europea rischia di sorvolare per salvare la sua idea di “relazione costruttiva” con Ankara.

    Abbiamo ripetuto più volte in passato quanto sia importante per l’UE un rapporto di reciproco vantaggio con Ankara, soprattutto in chiave anti-migranti. E lo dimostra anche il tentativo di distensione che l’UE continua a fare, dopo le conclusioni del Consiglio europeo di marzo in cui i capi di Stato e di governo hanno sostenuto la necessità di un nuovo dialogo con Ankara, nonostante non ci sia alcuna intenzione del governo turco di fare progressi su democrazia e diritti umani, tutt’altro. 

    “L’esito del vertice di Ankara fra Erdogan, Ursula Von der Leyen e Charles Michel appare in chiaroscuro”, denuncia il vicepresidente dell’Europarlamento, Fabio Massimo Castaldo. “Se da un lato, infatti, è comprensibile cercare la strada del dialogo con un partner della caratura commerciale, economica, politica e militare come la Turchia, dall’altro lato è evidente che l’Ue non può permettersi di non mettere al centro di questo dialogo anche il rispetto dei diritti umani”. Castaldo con altri 70 europarlamentari ha firmato una lettera che “chiede una posizione più ferma dell’Unione europea”. A detta di von der Leyen il fatto che Ankara abbia deciso il ritiro dalla Convenzione di Istanbul “lancia un messaggio sbagliato” perché si tratta di “proteggere le donne e i bambini dalla violenza”. Ma probabilmente è un messaggio ancora più sbagliato recarsi in Turchia e assistere all’ennesima umiliazione dei diritti e valori tanto acclamati in Europa, senza muovere un dito per farli rispettare. 

    Non usa mezzi termini il capo delegazione del PD al Parlamento europeo Brando Benifei, secondo il quale quella di ieri è stata “una scena umiliante a cui non prestarsi. [Von der Leyen, ndr] Se ne sarebbe potuta andare denunciando la situazione, vendicando così anche le donne turche, i cui diritti sono oggi sotto attacco”. “Penso sia vergognoso – aggiunge poi un carico Benifei – che il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel non sembri aver mosso un dito di fronte a questa situazione offensiva per le istituzioni europee. Mi impegnerò affinché il Parlamento Europeo si opponga a qualunque miglioramento dell’unione doganale e del regime dei visti UE-Turchia senza un chiaro cambiamento sul fronte dei diritti umani e del rispetto della dignità delle donne”.

    All’indomani, la Commissione stessa minimizza. “Incidente di protocollo”, lo definisce al briefing di oggi con la stampa il portavoce capo Eric Mamer interrogato dai giornalisti sull’accaduto. Per Mamer la passività dimostrata da von der Leyen è da ricondurre al fatto che ha preferito dare priorità alla sostanza dei contenuti dell’incontro, più che alla forma del protocollo diplomatico messo in scena da Ankara, sebbene sia rimasta “chiaramente sorpresa dall’accaduto”. Anche per questo la presidente ha deciso di rimanere all’incontro, anche se le premesse iniziali non erano delle migliori. Mamer ha chiarito che “la visita ad Ankara è stata preparata usando i canali abituali per questo tipo di visite con l’aiuto della delegazione dell’UE“, come a dire che “il servizio del protocollo della Commissione non ha partecipato al viaggio”. Sulle cause del gesto di Erdogan Mamer non si è voluto esporre, sottolineando solo che la Commissione è ben consapevole del ruolo delle donne dovrebbero avere nella società e nella politica e questo non lo cambia. Il portavoce ha anche sottolineato che “saranno presi contatti con tutte le parti coinvolte perché non si ripeta in futuro” quanto accaduto ieri.

    Tags: ankaraBrando Benifeicharles micheleric mamerFabio Massimo CastaldoRecep Tayyip Erdoğanue-turchiaursula von der leyen

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