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Breton:
Il certificato verde digitale intende facilitare gli spostamenti nell'UE. Uno strumento utile anche per rilanciare il turismo estivo

Breton: "Certificato verde digitale dall'1 giugno, stiamo procedendo velocemente"

Il commissario per il Mercato interno in Parlamento europeo mostra ottimismo e azzarda traguardi temporali anticipati per il passaporto vaccinale. "Vogliamo essere pronti per la stagione estiva"

Bruxelles – La Commissione europea accelera ancora sul certificato verde digitale, il documento concepito per agevolare viaggi e spostamenti nello spazio Schengen in tempi di pandemia. Adesso l’obiettivo è renderlo disponibile già all’inizio del mese di giugno, prima ancora quindi di quanto preventivato. “Stiamo procedendo velocemente, e dovremmo essere pronti per l’1 giugno“, azzarda il commissario per il Mercato interno e l’industria, Thierry Breton,  nel corso dell’audizione in commissione Mercato interno del Parlamento europeo. “Vogliamo essere pronti per la stagione estiva”.

Avanti dunque con lavorio tecnico per salvare le vacanze e l’economia di Paesi come l’Italia che molto puntano sul turismo per rivitalizzare l’economia nazionale dopo la crisi innescata dal COVID e i confinamenti che ne sono derivati. L’Obiettivo è dunque permettere ai cittadini europei di accedere al passaporto vaccinale quanto prima, per essere a pieno regime a luglio.

“Notizia di primaria importanza per il nostro Paese”, commenta Brando Benifei (S&D), membro della commissione Mercato interno e capodelegazione del PD in Parlamento europeo. “Il certificato verde digitale è essenziale per facilitare gli spostamenti dei cittadini europei durante le vacanze e per sostenere le imprese del comparto turistico, in particolare il settore alberghiero, della ristorazione, quello balneare, che hanno subito pesantemente gli effetti della pandemia e delle chiusure forzate”.

C’è però la questione dei cittadini extracomunitari residenti nell’UE. Il certificato verde digitale si estende anche a loro, ricorda Breton. Una disposizione che però contrasta con le restrizioni sui viaggi non essenziali per l’UE. “Stiamo vedendo come modificare queste raccomandazioni del Consiglio“, spiega il portavoce della Commissione europea per le questioni di Salute, Adalbert Janz. “La Commissione lavora a questa proposta”.

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