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Vega, il primo supercomputer dell'Unione Europea che apre le porte del futuro high tech a un continente intero

Vega, il primo supercomputer dell'Unione Europea che apre le porte del futuro high tech a un continente intero

Inaugurato oggi a Maribor (Slovenia) il sistema di elaborazione all'avanguardia finanziato dall'impresa comune EuroHPC. Aiuterà i ricercatori, supportando l'apprendimento automatico, l'intelligenza artificiale e l'analisi dei dati ad alte prestazioni. Attesa l'installazione anche nel centro CINECA in Italia

Bruxelles – Si chiama Vega ed è il primo super-computer di classe mondiale a essere inaugurato sul suolo dell’Unione Europea. Il momento è storico: grazie alle sue capacità di esecuzione di calcoli matematici a elevate prestazioni, Vega indicherà la strada a una nuova generazione di sistemi di elaborazione all’avanguardia, a supporto dell’apprendimento automatico, dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati ad alte prestazioni in tutta Europa.

Inaugurato oggi a Maribor (Slovenia) alla presenza della vicepresidente della Commissione per il Digitale, Margrethe Vestager, e il premier sloveno, Janez Janša, il supercomputer Vega costituisce il primo tassello dell’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC) e ha richiesto un investimento congiunto pari a 17,2 milioni di euro. Grazie a EuroHPC, che unisce risorse europee e nazionali per acquisire e distribuire ai Paesi membri tecnologie di livello mondiale, è stato possibile installare in Slovenia un sistema di elaborazione in grado di supportare 6,9 ​​Petaflop di potenza del computer: significa 6,9 milioni di miliardi di calcoli al secondo, come se tutti i cittadini dell’UE facessero un’operazione di calcolo ogni secondo, 24 ore su 24, per 6 mesi ininterrottamente. La differenza è che Vega fa tutto questo in un secondo.

Vega aiuterà i ricercatori e l’industria europea a compiere progressi nella bioingegneria, nelle previsioni meteorologiche, nella lotta ai cambiamenti climatici e nella medicina personalizzata, ma anche nella scoperta di nuovi materiali e farmaci. Secondo la vicepresidente Vestager, “il supercalcolo aprirà nuove porte alle piccole e medie imprese” dell’Unione Europea, “per competere nell’economia high tech di domani”. Ma soprattutto, “può aiutare a salvare vite umane”, fornendo un supporto decisivo per identificare le molecole nei trattamenti farmacologici innovativi e per monitore le infezioni da COVID-19 e altre malattie.

Oltre a Vega in Slovenia, i supercomputer EuroHPC sono stati acquisiti e verranno installati anche in altri centri tecnologici europei: da CINECA in Italia, al Sofia Tech Park in Bulgaria, dall’IT4Innovations National Supercomputing Center in Repubblica Ceca, al LuxProvide in Lussemburgo, fino al Minho Advanced Computing Center in Portogallo e al CSC – IT Center for Science in Finlandia. Su proposta della Commissione, è in fase di studio un ulteriore investimento di 8 miliardi di euro nella prossima generazione di supercomputer (compresi computer quantistici) all’interno dell’impresa comune EuroHPC.

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