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    Home » Cronaca » Nuova ondata di sbarchi nel Mediterraneo. Grandi: “Numeri gestibili, ma all’Europa serve un solido accordo”

    Nuova ondata di sbarchi nel Mediterraneo. Grandi: “Numeri gestibili, ma all’Europa serve un solido accordo”

    A Lampedusa oltre 2.000 sbarchi nelle ultime 24 ore. L'Alto commissario ONU bacchetta l'Europa sulla guardia costiera libica: "Non può essere l'unica istituzione a cui affidarsi"

    Gianluca Martucci</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@GianMartucci" target="_blank">@GianMartucci</a> di Gianluca Martucci @GianMartucci
    10 Maggio 2021
    in Cronaca
    L'Alto commissario ONU per i rifugiati Filippo Grandi

    L'Alto commissario ONU per i rifugiati Filippo Grandi

    Bruxelles – Con l’arrivo dell’estate gli sbarchi di migranti aumenteranno e l’Europa non ha un piano. Per l’Alto Commissario ONU per i rifugiati Filippo Grandi l’Unione Europea ha urgentemente bisogno “di un meccanismo “prevedibile, efficace e condiviso dagli Stati” per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.

    Le parole del diplomatico giungono al margine della sua visita a Bruxelles dopo l’incontro con la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johasson. La trasferta del commissario nella capitale belga si svolge nei giorni in cui il fianco Sud dell’Europa assiste a una nuova ondata migratoria (a Lampedusa sono sbarcate oltre 2.000 persone nelle ultime 24 ore). “La rapida crescita degli sbarchi in un periodo di tempo così limitato è il segno che abbiamo bisogno di un Patto europeo per l’immigrazione”, ha affermato Grandi in conferenza stampa facendo leva sull’importanza della solidarietà fra gli Stati membri. “So che i negoziati sono difficili, ma stiamo parlando di numeri gestibili”.

    Per il commissario l’Europa necessita di un meccanismo adeguato per gli sbarchi e per i rimpatri che investighi sui respingimenti illegali alle frontiere dove questi si verificano. Occorre “un solido accordo”, come lo ha definito Grandi, che vada dalle operazione di ricerca e salvataggio in mare dei migranti all’individuazione dei trafficanti, fino al rimpatrio di coloro che non possono beneficiare della protezione internazionale. Sarebbe importante però che per le operazioni vicine alla costa libica non ci si affidi esclusivamente alla guardia costiera di Tripoli. “Non è sbagliato, gli sforzi sono legittimi, ma non può essere l’unica istituzione di riferimento”, ha continuato Grandi, che ha definito il sistema di ricerca e soccorso in mare tuttora presente poco sicuro e organizzato. “Se le persone sono salvate, intercettate e riportate indietro in Libia per essere sottoposte ad abusi questo non va bene”, ha aggiunto.

    Mentre ancora non si registrano progressi per l’adozione di una soluzione sostenibile alla questione la commissaria europea Johasson si spera in un’alternativa almeno provvisoria. “L’accordo di Malta può essere una soluzione temporanea prima dell’adozione del nuovo Patto per l’immigrazione e l’asilo”, ha affermato la responsabile agli Affari interni dichiarando di aver richiamato gli Stati membri alla solidarietà nei confronti dell’Italia per le vicende degli ultimi giorni. “Ma non abbiamo basi legali per la sua efficacia e dipendiamo completamente dalla solidarietà volontaria degli Stati”.

    Tags: accordo di maltaalto commissario onu immigrazionefilippo grandiguardia costiera libicamediterraneopatto per l'immigrazione e l'asilosbarchiYlva Johansson

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