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Accordi di libero scambio e biodiversità, la metodologia UE per valutare l'impatto del commercio sugli ecosistemi

Accordi di libero scambio e biodiversità, la metodologia UE per valutare l'impatto del commercio sugli ecosistemi

La Commissione Europea pubblica una metodologia per valutare l'impatto della liberalizzazione del commercio sulla biodiversità e sugli ecosistemi, analizzando i fattori di spinta al cambiamento degli accordi di libero scambio (ALS), la pressione e l'impatto sulla biodiversità, infine, le possibili misure di risposta al cambiamento

Bruxelles – La Commissione Europea ha pubblicato mercoledì 19 maggio una metodologia per valutare l’impatto della liberalizzazione del commercio sulla biodiversità e sugli ecosistemi al fine di migliorare le valutazioni di impatto sulla sostenibilità e le valutazioni ex post degli accordi di libero scambio (ALS) dell’UE. La liberalizzazione del commercio contribuisce ad aumentare o diminuire la domanda – e quindi la produzione – nei paesi partner commerciali.

La metodologia si basa sull’identificazione e l’applicazione di una serie di indicatori dei cambiamenti nello stato e delle tendenze della biodiversità e degli ecosistemi: i fattori di spinta al cambiamento in alcuni settori economici, dovuti a un accordo di libero scambio; la pressione sulla biodiversità, ad esempio lo sfruttamento eccessivo del suolo, delle risorse o cambiamenti nella qualità delle risorse legati ai cambiamenti economici; l‘impatto sulla biodiversità, ovvero il cambiamento nella biodiversità e negli ecosistemi legati alla pressione; la risposta al cambiamento, ovvero come si può prevenire impatti negativi o amplificare gli impatti positivi. Questi impatti dovranno essere valutati “in modo completo”, sottolinea la Commissione, utilizzando dati, ricerche, studi di casi, conoscenze specialistiche e interviste alle parti interessate.

“Oltre la metà del PIL globale dipende dalla natura e dai servizi che fornisce. Eppure, a causa dei nostri modelli insostenibili di produzione e consumo, sta scomparendo davanti ai nostri occhi, mettendo a rischio la nostra salute, la sicurezza alimentare e l’economia”, ha motivato il commissario europeo per l’Ambiente, Virginijus Sinkevičius. “Nella nostra nuova strategia commerciale, ci impegniamo a dare la priorità all’effettiva attuazione della Convenzione sulla diversità biologica negli accordi commerciali e di investimento”, ricorda il commissario per il Commercio, Valdis Dombrovskis. La Commissione UE punta a farsi promotrice di un accordo globale sulla crisi della biodiversità – sulla scia di quello di Parigi sul clima – in occasione della Convenzione sulla diversità biologica (CoP15) che si terrà a Kunming, in Cina, in autunno.

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