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    Home » Green Economy » Danni ambientali, Parlamento europeo vota per rafforzare la responsabilità delle imprese

    Danni ambientali, Parlamento europeo vota per rafforzare la responsabilità delle imprese

    Un nuovo regolamento armonizzato a livello europeo per sostituire l'attuale direttiva sulla responsabilità ambientale (2004) e una task force europea per offrire sostegno e consulenza alle vittime di danni ambientali: le richieste dell'Eurocamera alla Commissione europea in una risoluzione approvata in plenaria

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    20 Maggio 2021
    in Green Economy
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    Bruxelles – Rafforzare le norme UE esistenti sulla responsabilità delle aziende di fronte ai danni ambientali e includere l’ecocidio e il diritto delle generazioni future nel diritto internazionale ambientale. Su questi due punti insiste l’Europarlamento che oggi (20 maggio) ha approvato con 536 favorevoli, 121 contrari e 36 astensioni la relazione a prima firma dell’eurodeputato Antonius Manders (PPE) sulla responsabilità delle imprese per i danni ambientali.

    Antonius Manders (PPE)

    L’attuale direttiva sulla responsabilità ambientale non solo risale a quasi 20 anni fa, “ma non è neanche recepita come dovrebbe dagli Stati membri”, ha denunciato il relatore dell’iniziativa nel suo intervento in sessione plenaria del 19 maggio. Per questo la relazione insiste sulla necessità di sostituire l’attuale direttiva con un vero e proprio “regolamento armonizzato su tutto il territorio europeo con obblighi vincolanti per le imprese” a rispondere dei danni causati all’ambiente. “Se questa normativa nascerà avrà effetto preventivo e dunque chiediamo alla Commissione non solo di spingere gli Stati membri a recepire le direttive europee già esistenti ma anche di andare a riformarle”, ha spiegato l’eurodeputato.

    Rafforzare la normativa dovrebbe permettere all’Unione Europea di poter “pretendere” con i Paesi terzi di alzare lo stesso grado di ambizione. La risoluzione vaglia l’ipotesi di introdurre il reato di ecocidio, ovvero il danneggiamento e la distruzione degli ecosistemi, nel linguaggio giuridico internazionale e chiede alla Commissione di “esaminare la sua pertinenza per il diritto e la diplomazia dell’UE”.

    “Presto inizierà la valutazione della direttiva sulla responsabilità ambientale”, ha assicurato in plenaria il commissario europeo per l’Ambiente, Virginijus Sinkevičius. “Prevenire e rimediare ai danni ambientali è una necessità per una Europa più sostenibile e resiliente”, ha aggiunto.“Chi inquina paga”è il principio adottato dall’Unione Europea nella direttiva del 2004 sulla responsabilità ambientale delle imprese per prevenire o al limite riparare meglio i danni che le imprese possono arrecare all’ambiente. La Commissione Europea ha pubblicato il 25 marzo delle linee guida per chiarire il concetto e la portata di “danno ambientale, che si definisce come il danno alle specie e agli habitat naturali protetti, ossia qualsiasi danno che abbia effetti negativi significativi sul raggiungimento o sul mantenimento dello stato di conservazione di tali habitat o specie”.

    Insieme a un regolamento armonizzato a livello europeo, la risoluzione spinge per la creazione di una task force europea per la direttiva sulla responsabilità ambientale, “formata da esperti altamente qualificati e funzionari della Commissione” per sostenere gli Stati membri nell’attuazione e nell’applicazione della direttiva, e, dall’altro, “di offrire sostegno e consulenza alle vittime di danni ambientali in merito alle opzioni a loro disposizione ai fini di un’azione legale a livello dell’Unione. 

    “I danni all’ambiente causati dalle imprese non possono più restare impuniti: questo è il messaggio, forte e chiaro, che il Parlamento europeo manda oggi alla Commissione” commenta l’eurodeputata dei Verdi, Eleonora Evi, secondo cui “un aspetto fondamentale” della risoluzione approvata “è la richiesta di compensazioni adeguate e rapide alle vittime, perché solo alle imprese spetta sostenere l’intero costo dei danni ambientali di cui sono responsabili, direttamente o indirettamente. Chiediamo pene esemplari non solo per i danni causati dalle aziende negli Stati membri, ma anche per quelli provocati in paesi terzi, per evitare che si ripetano oltraggi ambientali come quelli perpetrati dai grandi colossi del fossile, come ENI, fuori dall’Europa”.

    Tags: direttiva responsabilità ambientalegreen dealimpreseparlamento europeoresponsabilità ambientale

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