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Eurozona, ad aprile 134 mila disoccupati in meno rispetto a marzo. Ma sono oltre 1,2 milioni in più in un anno

Eurozona, ad aprile 134 mila disoccupati in meno rispetto a marzo. Ma sono oltre 1,2 milioni in più in un anno

I dati Eurostat certificano l'impatto della pandemia di COVID. A distanza di un dodici mesi dal lockdown generalizzato il mercato del lavoro fa fatica a riassorbire le persone che hanno perso il lavoro

Bruxelles – Disoccupazione tendenzialmente stabile in Europa ad aprile. Rispetto al mese precedente risulta diminuita di 0,1 punti percentuali nell’area euro e invariata nell’UE. Gli ultimi dati Eurostat vedono dunque gli indici di senza lavoro all’8% nell’Europa a 19 e al 7,3% nell’Europa a 27 a fine aprile. In termini assoluti ad aprile nel territorio dell’Unione europea si contavano 15,3 milioni tra uomini e donne alla ricerca di un impiego, concentrati soprattutto nei Paesi con la moneta unica (13 milioni). Rispetto a marzo 2021, il numero di disoccupati è diminuito di circa 165mila unità nell’UE e di 134mila all’interno di Eurolandia. I numeri mostrano l’effetto della pandemia. Rispetto ad aprile 2020, momento in cui l’Europa era in lockdown, la disoccupazione è aumentata di 1,4 milioni nell’UE e di 1,275 milioni nell’area dell’euro.

Tra le principali economie dell’eurozona solo in Italia si registra un aumento dei disoccupati negli ultimi 30 giorni di riferimento. Tra marzo e aprile risultano nello Stivale 88mila di senza lavoro in più (ora a quota 2,6 milioni), mentre diminuzioni si registrano in Francia (-97mila), Germania (-22mila) e Spagna (-19mila).

Tutti dati da prendere comunque con le cautele del caso. Ci sono “discrepanze nel numero di disoccupati registrati e quelli misurati come disoccupati” per via delle misure economiche anti-COVID, ricorda l’istituto di statistica europeo. Chi prima cercava ha smesso di farlo per via degli aiuti o contributi varati nei vari Stati membri. Per questo motivo, per “cogliere appieno la situazione senza precedenti del mercato del lavoro” innescata dall’epidemia di COVID-19, i dati sulla disoccupazione sono stati integrati da indicatori aggiuntivi, quali lavoratori a tempo parziale sottoccupati, persone in cerca di lavoro ma non immediatamente disponibili e persone disponibili a lavorare ma non in cerca di lavoro.

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