HOT TOPICS  / Invasione russa in Ucraina Qatargate Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE Hge
COVID, l'EMA valuta l'uso del vaccino di Moderna tra i 12 e i 17 anni

COVID, l'EMA valuta l'uso del vaccino di Moderna tra i 12 e i 17 anni

Dopo il via libera a BioNTech-Pfizer per gli adolescenti, ora l'Agenzia europea per i medicinali valuta anche il vaccino di Moderna, finora autorizzato sopra i 18 anni. L'esito dell'analisi atteso per il mese di luglio

Bruxelles – Dopo il via libera al vaccino BioNTech-Pfizer, ora l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha iniziato oggi (8 giugno) a valutare anche per il vaccino di Moderna l’uso negli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Lo annuncia l’EMA in una nota ricordando che attualmente è autorizzato in UE solo per l’uso in persone di età pari o superiore a 18 anni.

Anche il vaccino di Moderna usa la stessa tecnologia mRNA di BioNTech-Pfizer, ovvero usa una molecola chiamata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre la proteina spike, che è naturalmente presente nel SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID-19. Il vaccino funziona preparando l’organismo a difendersi dalla SARS-CoV-2.

Il fatto che i due vaccini facciano uso della stessa tecnologia, fa pensare che l’EMA darà l’ok anche all’uso del vaccino Moderna nei ragazzi senza grandi problemi. L’esito della valutazione è previsto per il mese di luglio, precisa l’EMA. Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) “effettuerà una valutazione accelerata dei dati presentati nella domanda, compresi i risultati di un ampio studio clinico in corso che coinvolge adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni”.

Per Biontech-Pfizer, l’EMA ha impiegato meno di un mese (dal 3 al 28 maggio). Dopo aver pubblicato il parere, sarà trasmesso alla Commissione Europea e agli Stati membri, che potranno decidere in autonomia se seguire le raccomandazioni. Il vaccino è stato autorizzato il 6 gennaio al commercio nell’UE, il secondo vaccino autorizzato dopo quello tedesco-statunitense. Bruxelles si è assicurata 460 milioni di dosi.

ARTICOLI CORRELATI

Pass COVID, Bruxelles esorta gli Stati a emettere i certificati prima del 1° luglio
Cronaca

Pass COVID, Bruxelles esorta gli Stati a emettere i certificati prima del 1° luglio

"Più certificati verranno emessi nelle prossime settimane più riusciremo a evitare rischi di sovraccaricare il sistema", ha spiegato in plenaria del Parlamento UE il commissario per la Giustizia, Didier Reynders, che esorta i governi a eliminare le restrizioni ai confini. Solo 7 Stati membri si sono collegati al sistema iniziando a emettere i certificati. L'Aula di Strasburgo al voto sul pass per facilitare i viaggi nell'UE