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Certificato COVID, Strasburgo approva il pass per viaggiare in Europa
L'Aula del Parlamento europeo a Strasburgo

Certificato COVID, Strasburgo approva il pass per viaggiare in Europa

La plenaria approva in via definitiva il pass per facilitare i viaggi dentro l'area Schengen, il regolamento sarà in vigore dal primo luglio per 12 mesi e darà prova che una persona è stata già vaccinata con le due dosi di vaccino o una nel caso di Johnson&Johnson, è guarita dalla COVID o è negativa al tampone

Bruxelles – Via libera definitivo del Parlamento europeo al Certificato digitale UE per il Covid, lo strumento per viaggiare con più facilità dentro l’area di libera circolazione Schengen durante la stagione estiva. L’Aula di Strasburgo ha approvato con voti 546 a favore, 93 contrari e 51 astenuti il regolamento che sarà in vigore dal primo luglio, dopo l’ultimo ok formale degli ambasciatori dei 27 Stati membri, atteso venerdì 11 giugno al COREPER. Con 553 voti a favore, 91 contrari e 46 astenuti è stato approvato anche il regolamento che riguarda i cittadini non UE.

Il Certificato darà prova che una persona è stata già vaccinata con le due dosi di vaccino o una nel caso di Johnson&Johnson (e con quale vaccino autorizzato dall’Agenzia europea per i medicinali), è guarita dalla Covid o è negativa al tampone: dovrebbe garantire un ‘lasciapassare’ tra i confini di tutti i Paesi europei senza ulteriori limitazioni, come quarantena o test. Introdotto dall’UE per favorire la libera circolazione gravata da mesi di restrizioni per frenare il virus, il regolamento sarà in vigore per 12 mesi e “non costituirà una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non sarà considerato documento di viaggio”. Il compromesso tra le Istituzioni invita gli Stati membri a non imporre ulteriori restrizioni (come quarantene, test, isolamento all’arrivo) ai turisti vaccinati, ma di fatto gli Stati possono decidere in autonomia.

A Bruxelles, prosegue il lavoro sull’infrastruttura tecnica del pass: 22 Paesi membri, Italia compresa, hanno superato la fase pilota di sperimentazione e dal primo giugno nove – Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia, Polonia, Spagna e Lituania – hanno già iniziato a emettere i certificati per i loro cittadini, in preparazione al primo luglio. Secondo il commissario alla Giustizia, Didier Reynders, nel almeno un milione di cittadini hanno già ricevuto il pass emesso dal proprio Paese. “Più certificati saranno emessi prima del primo luglio, più sarà agevole la connessione per tutti”, ha avvertito il commissario, esortando tutti gli altri Paesi a distribuire certificati prima del primo luglio.

Soddisfatte le tre Istituzioni di aver raggiunto un accordo in così breve tempo. “Con il via libero definitivo del Parlamento europeo al Certificato Covid digitale l’Europa ha superato una prova di maturità”, scrive in una nota l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara. La pandemia, più di altre crisi, poteva minare alle fondamenta i criteri della libera circolazione sul territorio europeo presenti nel Trattato di Schengen e invece non è stato così”. A votare contro il regolamento sono invece i quattro italiani ex M5S approdati nel gruppo dei Verdi – Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao, Rosa D’Amato, Eleonora Evi – secondo cui poco è cambiato da quando ad aprile già la delegazione si era opposta al provvedimento. “Nonostante i miglioramenti introdotti, non vi sono sufficienti prove scientifiche sul fatto che le persone vaccinate non trasmettano il virus e l’incertezza relativa alle nuove varianti deve per forza di cose farci rimanere sull’attenti. Si aggiungono dubbi sull’utilizzo che ne verrà fatto Stato per Stato”, scrivono i quattro.

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