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Euro digitale, tutto pronto per la criptovaluta europea: lanciato progetto della BCE. Ma serviranno almeno due anni

Euro digitale, tutto pronto per la criptovaluta europea: lanciato progetto della BCE. Ma serviranno almeno due anni

Lanciata la fase di indagine istruttoria dopo nove mesi di sperimentazioni tecniche. Dovranno essere valutate questioni come la progettazione e la distribuzione, il riconoscimento delle esigenze dei cittadini e la prevenzione di attività illecite

Bruxelles – Il fruscio delle banconote potrebbe trasformarsi presto in quello delle ventole di raffreddamento dei supercomputer. All’oro e l’argento delle monete si sostituirebbero le stringhe di codice di una blockchain, il libro-mastro delle transazioni informatiche. L’euro digitale rimane ancora un discorso astratto, ma sta diventando un po’ più reale: oggi (mercoledì 14 luglio) la Banca Centrale Europea ha avviato la fase di indagine sul progetto della criptovaluta europea.

A nove mesi dalla pubblicazione dal rapporto sull’euro digitale, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di avviare la fase istruttoria, che durerà due anni. Dovranno essere affrontate questioni-chiave come la progettazione e la distribuzione, il riconoscimento delle esigenze dei cittadini e la prevenzione di attività illecite e di qualsiasi conseguenza indesiderata per la stabilità finanziaria e la politica monetaria. A seguito della fase di indagine sarà presa una decisione definitiva sull’emissione. Ma in ogni caso, la BCE sembra orientata verso una cripovaluta che integri – non sostituisca – il contante. “Il nostro lavoro mira a garantire che nell’era digitale i cittadini e le imprese continuino ad avere accesso alla forma di denaro più sicura, la moneta della Banca Centrale”, ha commentato la presidente, Christine Lagarde.

Si partirà dal lavoro di sperimentazione svolto dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dell’area euro, iniziato a ottobre dello scorso anno. Al momento non è stato individuato nessun ostacolo a livello tecnico per quanto riguarda la blockchain, la privacy, l’antiriciclaggio, l’accesso dell’utente quando non è connesso a Internet e l’inclusività dei dispositivi. Inoltre, sia l’Eurosystem TARGET Instant Payment Settlement (TIPS) sia altre alternative si sono dimostrate in grado di elaborare più di 40 mila transazioni al secondo e gli esperimenti indicano che un’infrastruttura digitale euro sarebbe rispettosa dell’ambiente (sul fronte del consumo di energia), a differenza dell’estrazione di criptovalute come il bitcoin.

La fase di indagine farà anche luce sulle modifiche al quadro legislativo dell’Unione che potrebbero essere necessarie e che dovrebbero essere discusse da Consiglio e Parlamento UE. “Ci impegneremo con i colegislatori europei e li informeremo regolarmente sui nostri risultati”, ha promesso Fabio Panetta, membro del Consiglio di amministrazione della BCE e presidente della task force sull’euro digitale. “Saranno coinvolti anche cittadini, commercianti e l’industria dei pagamenti”.

Il lancio del progetto è stato accolto con favore dalla Commissione Europea, che ha riconosciuto nell’euro digitale la possibilità di “offrire una scelta più ampia a consumatori e imprese in situazioni in cui non è possibile utilizzare il contante”, ma anche di “sostenere un settore dei pagamenti ben integrato per rispondere alle nuove esigenze in Europa”, si legge in un comunicato. Le questioni alla base da affrontare sono la “digitalizzazione, i rapidi cambiamenti nel panorama dei pagamenti e l’emergere di criptovalute”, per cui “l’euro digitale sarebbe un complemento al contante, che dovrebbe rimanere ampiamente disponibile e utilizzabile”.