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Progetti infrastrutturali a prova di clima, la Commissione europea pubblica le linee guida

Progetti infrastrutturali a prova di clima, la Commissione europea pubblica le linee guida

Proteggere i futuri ponti, ferrovie, centrali elettriche dagli effetti dei cambiamenti climatici, che continueranno a intensificarsi. Bruxelles propone una serie di orientamenti generali per orientare gli investimenti nello sviluppo dei progetti infrastrutturali in costruzione tra 2021-2027

Bruxelles – Come proteggere ponti, ferrovie, centrali elettriche dagli effetti dei cambiamenti climatici? La Commissione Europea tenta di rispondere alla domanda con una nuova guida tecnica su come rendere i futuri progetti infrastrutturali per il periodo 2021-2027 a prova di clima, sottolineando che se gli effetti del surriscaldamento globale si intensificheranno in futuro, si stanno già facendo sentire su beni e infrastrutture che hanno una lunga durata, come ferrovie, ponti o centrali elettriche.

La nuova guida tecnica sull’impermeabilizzazione del clima dei progetti infrastrutturali, pubblicata ieri (29 luglio), è pensata per orientare i futuri investimenti verso progetti infrastrutturali che tengano conto di questi effetti, da edifici, a infrastrutture di rete a una gamma di sistemi e beni costruiti. Ad esempio, la costruzione in aree che potrebbero essere interessate dall’innalzamento del livello del mare richiede un’attenzione particolare, come la resistenza al calore per i binari ferroviari deve tenere conto della temperatura massima più elevata prevista piuttosto che dei valori storici fino a quel momento registrati. “È quindi essenziale identificare chiaramente, e di conseguenza investire in infrastrutture preparate per un futuro climaticamente neutro e resiliente al clima”, scrive l’Esecutivo. Vengono stabiliti una serie di principi per calcolare e gestire i rischi climatici fisici durante la pianificazione, lo sviluppo, l’esecuzione e il monitoraggio di futuri progetti.

Da notare che per i progetti che hanno una durata di vita stimata oltre il 2050 – l’anno zero della politica climatica europea – la guida stabilisce che l’esercizio, la manutenzione e la disattivazione finale dovrebbero essere effettuate in modo neutrale dal punto di vista climatico, ovvero senza che vadano ad aumentare le emissioni di CO2 immesse nell’atmosfera. Questo perché Bruxelles ha fissato nel 2050 il termine ultimo per raggiungere la neutralità climatica, dunque smettere di produrre nuove emissioni e cercare di ri-assorbire quelle ormai presenti in atmosfera. Rendere questi processi “neutri” climaticamente richiede il ricorso a espedienti di economia circolare, come il riciclaggio o il riutilizzo dei materiali.

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