La Banca Europea per gli Investimenti ha presentato i risultati chiave del suo nuovo rapporto: “Imprese europee e cambiamento climatico 2020/2021: prove dell’indagine sugli investimenti della Bei”.
Cresce l’impegno delle aziende europee nella lotta al cambiamento climatico
L’Europa mostra una leadership globale nella lotta ai cambiamenti climatici con il Green Deal e le nuove proposte “fit for 55”. Un orientamento ‘virtuoso’ che vede il 45% delle imprese pronto a investire di più nell’efficienza energetica. Questo nonostante “l’incertezza sulla regolamentazione e la tassazione” che viene percepita come “il più grande ostacolo agli investimenti legati al clima”. Una quota che supera anche gli Usa con il 32% delle aziende impegnate nella difesa ambientale. A darne ulteriore conferma sono gli ultimi dati che evidenziano come quasi la metà delle imprese nell’Unione europea abbia investito nell’efficienza energetica, passando dal 37% nel 2019 al 47% nel 2020. Segno che “gli investimenti delle imprese dell’Ue legati al clima continuano ad evolversi nonostante il Covid-19”.
Più in dettaglio, l’Europa occidentale e settentrionale ha visto la quota maggiore di imprese che investe in queste misure, pari al 50%. La quota nell’Europa meridionale è del 38% e nell’Europa centrale e orientale del 32%. A livello nazionale le differenze sono ancora più marcate. Le imprese finlandesi (62%) e olandesi (58%) sono in prima linea negli investimenti climatici. Invece solo il 23% di cipriote, il 19% di irlandesi e il 18% di greche realizzano questo tipo di investimento.
Tra i nodi messi in evidenza, il quadro incerto su regolamentazione e tassazione percepito come ostacolo dal 43% delle imprese. Accanto ai costi di investimento (41%) e l’incertezza sulla regolamentazione può ritardare o annullare le decisioni di investimento.
I commenti
Per la transizione verso un’economia più verde “saranno cruciali i requisiti normativi e la trasparenza, nonché la definizione dei giusti incentivi per le imprese”, avverte il vicepresidente della Bei Ricardo Mourinho Félix. “Le aziende devono pianificare oggi per ottenere un vantaggio competitivo o rischiare di perdere terreno rispetto a concorrenti più lungimiranti”.
Per la capo economista della Bei Debora Revoltella “quasi il 60% delle imprese dell’Ue percepisce i rischi fisici, mentre il rischio di transizione è meno ben compreso. Migliorare la consapevolezza delle imprese sarà importante quanto ridurre l’incertezza sui cambiamenti normativi”.


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