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Recovery plan: a dicembre previsto un nuovo versamento all'Italia
Valdis Dombrosvkis durante il collegamento con il Parlamento europeo

Recovery plan: a dicembre previsto un nuovo versamento all'Italia "se avrà rispettato gli obiettivi"

Dombrovskis: "Dopo i primi anticipi ora si apre la fase dei controlli, che sono fondamentali per il successo del programma"

Bruxelles – A dicembre potrebbe esserci un nuovo esborso a favore dell’Italia nel quadro del Recovery Plan, ma questo potrà avvenire solo a condizione che gli obiettivi posti per i prossimi mesi siano rispettati.

Lo ha spiegato oggi il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis parlando alle commissioni riunite Bilancio ed Economia del Parlamento europeo, insieme al commissario Paolo Gentiloni. “Il Consiglio ha approvato i piani di 18 Paesi sui 25 che sono stati presentati, nove di questi hanno già avuto un pre-finanziamento (tra i quali l’Italia, ndr). Nei prossimi mesi – ha specificato Dombrovskis – ci saranno nuove richieste di pagamento, tra le quali quella dell’Italia, prevista a dicembre, e per dare il via libera dovremo verificare il rispetto dei tempi dei primi interventi, il raggiungimento degli obiettivi”.

Il vice presidente della Commissione ha insistito sul fatto che “i controlli e il monitoraggio sugli interventi sono fondamentali per il successo del piano di ripresa“.

Capitolo a parte sono i piani di Ungheria e Polonia, che non sono ancora stati approvati, in particolare per la questione della condizionalità sullo stato di diritto, in sostanza sul rispetto delle norme che legano l’esborso di fondi europei al rispetto di alcuni diritti fondamentali: “Dobbiamo vedere se i loro piani rispettano tutte le condizioni poste”, ha spiegato Dombrovskis.

Paolo Gentiloni durante il collegamento di oggi con il Parlamento europeo

Gentiloni nel suo intervento ha sottolineato il fatto che gli obiettivi dei Piani nazionali su clima e digitale sono andati ben oltre le percentuali minime previste dalla Commissione. “Il 40,5 per cento dei fondi sono per il clima – ha spiegato – superando dunque il 37 per cento indicato come minimo. Sul digitale siamoal 27 per cento, contro il 20 previsto”.

Il commissario ha poi ammonito nuovamente che “nei prossimi anni dovremo gestire l’impatto sociale della transizione climatica”.