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Parlamento post-Covid, l'emiciclo lancia la riflessione sul futuro della democrazia europea

Parlamento post-Covid, l'emiciclo lancia la riflessione sul futuro della democrazia europea

Riforma della plenaria, diplomazia parlamentare, rapporti con i cittadini, organizzazione interna e nuove prerogative: una serie di proposte "per rafforzare la centralità dell'Europarlamento" saranno discusse nei prossimi mesi in una iniziativa voluta dal presidente Sassoli, distinta ma vicina all'idea della Conferenza sul futuro dell'UE

Bruxelles – Riforma della plenaria, diplomazia parlamentare, rapporti e comunicazione con i cittadini, organizzazione interna e prerogative dell’Istituzione. Tre mesi di tempo e cinque gruppi di lavoro per dare slancio a una riflessione ampia sulla riforma della “democrazia parlamentare” europea, con l’obiettivo di elaborare un progetto per l’autunno. Ad annunciarlo, a fine aprile, era stato il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, lanciando l’inizio di una fase di riflessione sul “Parlamento del futuro”.

Un modo per trarre la lezione dalla pandemia, approfittando del cambiamento imposto dalla crisi sanitaria agli stessi lavori del Parlamento: voti virtuali, plenarie a Bruxelles invece di Strasburgo e eurodeputati a distanza. Il presidente dell’Europarlamento ha avviato una riflessione a tutto campo sul funzionamento dell’istituzione, distinta ma in un certo senso complementare al dibattito sul futuro dell’UE che è stato avviato sempre quest’anno nella Conferenza sul futuro dell’Europa.

Le prime conclusioni della riflessione sul futuro del funzionamento del Parlamento europeo sono state definite dai cinque gruppi di lavoro tematici (“focus groups”, composti da una manciata di eurodeputati ciascuno) prima della pausa estiva, e giunte oggi (6 settembre) nelle mani di Sassoli che lo ha annunciato in un tweet, definendo “uno straordinario esercizio” lo slancio di ridare centralità all’Europarlamento, in quanto unico organo direttamente eletto dai cittadini europei e dunque sede della rappresentanza per eccellenza.

L’Istituzione più libera dai condizionamenti politici, ma anche quella che di fatto oggi conta di meno a livello decisionale rispetto alla Commissione, organo esecutivo, e al Consiglio, sede di rappresentanza degli Stati a livello ministeriale e governativo. C’è chi accusa Sassoli di avere lanciato questa iniziativa mosso da un’agenda personale, ovvero per raccogliere consensi tra gli eurodeputati in vista della scadenza del mandato da presidente e per una possibile rielezione, che dovrebbe arrivare come frutto di un accordo politico tra i gruppi parlamentari. Questo giustificherebbe il fatto che l’iniziativa non abbia avuto grande attenzione mediatica finora, ma abbia avuto rilievo solo tra gli “addetti ai lavori”. Ma non passa inosservato che lo slancio sia arrivato quasi contemporaneamente al lancio ufficiale della Conferenza sul futuro dell’Europa, altra iniziativa di riforma della democrazia europea che però parte già “menomata”, perché senza la possibilità formale di mettere mano ai Trattati dell’UE per una riforma più integrata delle Istituzioni.

Un fatto è certo: ci sarà più di un tema in comune tra i due processi di ripensamento della democrazia europea. Tra le prime iniziative che sono emerse per una riforma dell’Europarlamento, c’è quella per una revisione delle sessioni plenarie, in particolare riducendo il numero dei punti all’ordine del giorno per dare modo agli eurodeputati di approfondire meglio i singoli argomenti o reintegrando le sessioni delle interrogazioni. Ma tra i cinque gruppi tematici, è quello che riguarda le prerogative del Parlamento quello destinato a far discutere di più, in quanto propone di rafforzare il diritto di iniziativa indiretta del Parlamento ma soprattutto di concedere all’istituzione un diritto di iniziativa legislativa diretta, di cui oggi è sprovvisto.

Il dibattito sull’iniziativa legislativa diretta per il Parlamento non è nuovo ed è in corso anche perché in commissione affari costituzionali a metà luglio i deputati hanno discusso un progetto di relazione dell’eurodeputato portoghese, Paulo Rangel, (PPE) – sostenuto da tutti i gruppi dalla destra alla sinistra radicale – in cui si definisce necessario un “diritto di iniziativa generale e diretto” per rafforzare la legittimità democratica dell’UE. Ma è uno dei temi che l’Europarlamento cercherà di portare alla ribalta durante la Conferenza sul futuro dell’Europa, come diceva a Eunews il vicepresidente del Parlamento, Fabio Massimo Castaldo, in una intervista di qualche mese fa. Le proposte degli eurodeputati sono state avanzate a Sassoli, che dovrà capire ora come e in che modo darvi seguito.