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Amendola: discorso chiaro e ambizioso ma anche pragmatico.
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Amendola: discorso chiaro e ambizioso ma anche pragmatico. "Von der Leyen non ha nascosto i ritardi dell'UE

Dibattito in Italia promosso dalla Rappresentanza Europea in occasione del discorso sullo Stato dell'Unione. Politica estera e di difesa sotto i riflettori. Per il sottosegretario L'Afghanistan non può essere solo un problema di profughi

Roma – La “sorpresa” di Bebe Vio fa scattare l’orgoglio italiano, ovvero un modello di come ci si rialza dalle difficoltà. Un messaggio apprezzato da tutti i partecipanti al dibattito promosso dalla Rappresentanza della Commissione UE a Roma in occasione del discorso sullo Stato dell’Unione della presidente Ursula von der Leyen.  Il sottosegretario per gli affari europei Vincenzo Amendola, la direttrice di Aspenia, Marta Dassù, la vice ambasciatrice slovena Martina Skok e i padroni di casa Antonio Parenti (capo della Rappresentanza) e Carlo Corazza (capo dell’Ufficio di Rappresentanza del Parlamento), si sono confrontati sugli spunti più significativi dell’evento.

“Un discorso chiaro, netto, ambizioso e molto pragmatico”, ha commentato Amendola con un giudizio molto positivo anche sull’analisi dei “ritardi della politica dell’Unione” che von der Leyen non ha nascosto. Come il tema dell’immigrazione dove “siamo davanti a una mancata volontà degli Stati membri”. Non diversa l’analisi sulla politica estera e di difesa dove “il problema non è di risorse”, ma delle resistenze di alcuni Paesi e dove il significato di autonomia strategica dovrà avere più sostanza.

E in relazione alla tragedia afgana, giusto l’approccio solidaristico ma la reazione di un player globale come l’UE non può limitarsi alle paure sui profughi. “Davanti a certi eventi e trasformazioni politiche internazionali di questo rilievo non si possono avere solo queste lenti – sostiene Amendola – il timore dei profughi è una reazione da Paese piccolo”.

Parenti ha sottolineato “un orgoglio europeo che continua ad essere in gran parte il fil rouge del pensiero della presidente von der Leyen, che oggi ha aggiunto che si possono ottenere risultati ancora migliori se agiamo in maniera congiunta”. Parenti ha poi spiegato il lavoro fatto dalla rappresentanza per organizzare la presenza di Bebe Vio a Strasburgo…

Punto su cui si inserisce anche Corazza: “È molto importante che von der Leyen abbia rivendicato i nostri valori fondanti ma se il mondo brucia dobbiamo avere gli idranti per spegnere i fuochi”, con un chiaro riferimento al progetto di difesa europea perseguito con troppo timore.

La difesa comune e la politica estera dell’Ue è stata al centro della riflessione di Marta Dassù con un giudizio positivo sul discorso di Ursula von der Leyen. In riferimento al ruolo più ritirato degli Usa nelle vicende internazionali, per l’UE “ci saranno occasioni in cui dovremo fare da soli, “e dovrà essere in grado di farlo ma lo ha detto senza artifici retorici”.

Dassù non risparmia critiche a Josep Borrell “un po’ sotto schiaffo nel suo ruolo di alto rappresentante della politica estera non ha dato buona prova quest’anno e infatti ascoltava con un’aria abbastanza triste nell’emiciclo di Strasburgo”.  Molto bene, per la direttrice di Aspenia, il rilancio all’anima dell’Europa che Von der Leyen ha fatto, con quel richiamo in italiano che assume un significato non così banale come sembra, e “spiega quanto conta per noi l’orgoglio nazionale e l’aspirazione europea, e dicendo giustamente che l’Europa funzionerà nella sua unicità”. Un segnale avvertito anche dall’ultima rilevazione di Eurobarometro dove l’ottimismo sul futuro dell’Ue è risalito ai livelli del 2009.

La novità del discorso di oggi a Strasburgo è stata la “sorpresa” Bebe Vio che von der Leyen a riservato per i deputati, a testimoniare la forza di volontà di una donna che deve essere d’esempio per tutta l’Unione. Una sorpresa ovviamente preparata insieme a Parenti, che ha poi raccontato il lavoro del suo ufficio per riuscire ad organizzare in segreto il viaggio e la presenza a Strasburgo di una persona così nota senza che nulla trapelasse fino all’ultimo momento.