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Slovenia, il ministro Černač: la presidenza di turno sosterrà una politica UE di coesione forte

Slovenia, il ministro Černač: la presidenza di turno sosterrà una politica UE di coesione forte

In una conferenza a Porto, il ministro per lo sviluppo e la politica di coesione dell'UE assicura agli omologhi europei che la presidenza di turno porrà particolare attenzione alla politica di coesione soprattutto nell'affrontare la pandemia da COVID-19

Venerdì 17 settembre, durante la riunione dei ministri della coesione dell’UE a Porto il ministro sloveno per lo sviluppo e la politica di coesione dell’UE Zvonko Černač ha dichiarato in videochiamata che la presidenza slovena di turno porrà particolare attenzione alla politica di coesione soprattutto nel suo ruolo apicale nell’affrontare la pandemia da COVID-19. Durante il discorso, il ministro sloveno ha poi sottolineato come l’UE abbia dimostrato durante la pandemia che la solidarietà è un valore che unisce inseparabilmente tutti gli Stati e i popoli europei.

“La politica di coesione deve garantire un punto di partenza uguale per tutti, indipendentemente dal comune, dalla regione o dal Paese in cui si vive. Stiamo lavorando per creare flessibilità e introdurre semplificazioni che rendano più facile l’attuazione dei progetti e quindi anche l’accesso ai fondi europei”, ha chiosato il ministro. 

“Dopo tutto, i fondi di coesione ci collegano in vari modi, provengono dalle persone e quindi devono tornare a loro attraverso migliori infrastrutture, servizi più di qualità e fornendo pari opportunità per tutti”, ha sostanziato sempre Černač. 

La presidenza slovena dell’UE di turno ha quindi presentato le priorità europee in materia di coesione. Queste si basano su una massiccia ripresa dell’economia europea mediante l’ormai conosciuta transizione verde e digitale. Dopo l’approvazione del quadro legislativo di coesione a giugno, spetta ora ai membri dell’UE elaborare buoni accordi di partenariato e programmi operativi che contribuiscano all’attuazione degli obiettivi dell’UE, degli Stati membri e delle regioni.

Entro il 2027, l’Unione Europea sarà rivoluzionata. Attraverso molteplici fondi e piani di finanziamento, dal FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) al FSE (Fondo sociale europeo), passando per il FC (Fondo di coesione) fino ad arrivare al JTF (Just Transition Fund) e all’iniziativa Interreg, l’Europa cambierà volto e sarà più competitiva ed intelligente, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.