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UE e NATO, per Draghi serve una riflessione. Afghanistan e AUKUS messaggi forti

UE e NATO, per Draghi serve una riflessione. Afghanistan e AUKUS messaggi forti

Il presidente del Consiglio in Slovenia preme sui partner per un salto di qualità nella politica estera e di difesa. "Alleanza atlantica poco interessata all'Europa". Incontro riservato co Macron su Libia e agenda internazionale

Roma -Dall’Afghanistan all’accordo Aukus arrivano messaggi chiari: la NATO sembra meno interessata all’Europa. Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi pone il problema al vertice informale dei leader UE e chiede una riflessione ai partner.

Il ritiro da Kabul e il cambio di intenzioni del contratto tra Australia e Francia sulla fornitura di sottomarini, “nella sostanza e nel modo con cui è stato comunicato” per Draghi “sono due messaggi forti che ci dicono che la NATO sembra meno interessata all’Europa e ha spostato l’interesse verso altre parti del mondo”.

La riflessione portata al tavolo del Consiglio europeo informale durante la cena di ieri in Slovenia porta ad alcune questioni poste ai partner che Draghi ha riportato ai cronisti. Sulla NATO “siamo interessati a rimanere ma serve una riflessione su come contribuire a guidarne le scelte” con posizioni comuni e coordinate.

Draghi, prima del vertice dedicato ai Balcani, ha avuto un lungo colloquio riservato con il presidente francese Emmanuel Macron con cui ha fatto il punto sulla conferenza della Libia del prossimo 12 novembre a Parigi. L’Eliseo in più occasioni ha posto il tema del ruolo dell’Alleanza atlantica nella politica estera e di difesa dell’Unione oggi rilanciato da Draghi.

Anche sulle relazioni con Russia e Cina “è venuto il momento di parlarne seriamente” e ancora “serve una politica estera comune altrimenti inutile parlare di politica di difesa e autonomia strategica”. Un obiettivo a cui “si può arrivare all’interno dell’UE – ha spiegato il premier italiano – se però non funziona ci si può arrivare nel modo tradizionale con le alleanze intergovernative tra i vari Paesi”. Questioni che il premier italiano ha posto con forza al vertice, e pur con la riserva avanzata dai Paesi Baltici, chiede che Commissione europea prepari per il prossimo summit uno schema su politica estera e di difesa. Come Unione europea “c’è la necessità di fare qualcosa, costruire un processo – ha concluso – se nasce qualcosa fuori non indebolisce la NATO ma rafforza entrambi”.

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