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France 2030: la strategia di Macron parte da nucleare, idrogeno e softpower culturale

France 2030: la strategia di Macron parte da nucleare, idrogeno e softpower culturale

Il presidente Emmanuel Macron ha fissato dieci obiettivi ambiziosi per la reindustrializzazione e il rilancio del paese. Dal nucleare all'idrogeno verde, dai veicoli elettrici alla sanità: un piano di 30 miliardi da qui al 2030.

Bruxelles – “Comprendere meglio, vivere meglio, produrre meglio”. Sono questi gli obiettivi di France 2030, il piano di investimenti per il rilancio del Paese transalpino annunciato dal Presidente Emmanuel Macron in un discorso tenuto (ieri 12 ottobre) ad un evento sulla decarbonizzazione dell’industria. 30 miliardi di euro da investire nei prossimi dieci anni perché la Francia “torni ad essere una grande nazione dell’innovazione”.

Il piano prevede investimenti in dieci settori critici: nucleare, aerospazio, decarbonizzazione del trasporto aereo, sostenibilità industriale, idrogeno verde, veicoli elettrici, sicurezza alimentare, potenziamento del settore sanitario, influenza culturale e sfruttamento dei fondali marini.

France 2030: nucleare, idrogeno e trasporto verde

Il Presidente ha annunciato che il Paese investirà un miliardo di euro nello sviluppo di reattori nucleari all’avanguardia. Si tratterà di reattori di piccola taglia e a bassa produzione di scorie. Non è un caso che l’energia blu sia il primo punto di quelli trattati nel discorso del Presidente: di ieri una lettera firmata dalla Francia e altri otto Paesi UE (tutti dell’Est) per l’introduzione del nucleare nella Tassonomia verde europea.

Proprio da questi dovrà provenire buona parte dell’elettricità verde che alimenterà la produzione di idrogeno – per cui Macron ha annunciato la costruzione di due “gigafactory”. La Francia intende diventare un leader dell’idrogeno nei prossimi dieci anni. Passaggio obbligato, secondo il Presidente, per la decarbonizzazione dell’industria pesante – con un occhio in particolare al settore primario, dunque acciaio, cemento e industria chimica.

A completare gli obiettivi “green” del Paese, la produzione di almeno due milioni di veicoli a propulsione elettrica o ibrida e lo sviluppo di nuovi mezzi aerei a basse emissioni. Per la rivoluzione del trasporto sono quattro i miliardi di euro dedicati all’interno di France 2030. La sicurezza alimentare riceverà invece due miliardi di euro. Lo scopo in questo caso è di sviluppare un’alimentazione che sia più sana e soprattutto tracciabile e sostenibile.

Salute, cultura e nuove frontiere

Gli investimenti in materia di sanità si concentreranno sulle cure per il cancro, le malattie croniche e “lo sviluppo dei dispositivi medici di domani”. Un rilancio, quello del settore sanitario e biomedico, che il Presidente giudica necessario alla luce della “vulnerabilità” dimostrata durante la pandemia – allusione velata al ritardo nello sviluppo di un vaccino indigeno targato Sanofi e ai periodi in cui scarseggiavano i dispositivi di protezione.

Per quel che riguarda la “produzione di contenuti culturali”, Macron ha ricordato come “le serie e i film che guardiamo su piattaforme come Netflix, Amazon, Disney+, oltre ai videogiochi, plasmano il nostro immaginario, il nostro accesso alle informazioni, ma anche il nostro approccio alle rappresentazioni, agli eroi”. Rilanciare il Paese significa anche costruire un’industria culturale che diffonda nel mondo la lingua e la cultura francese e tuteli cittadini e società attive nel settore, per tornare a competere nell’agone dell’”antropologia collettiva”.

A completare la cornice di France 2030 la corsa alle nuove frontiere: lo spazio e i fondali. Il primo è sempre di più teatro di competizione internazionale, sia dal punto di vista geopolitico che economico. I secondi invece racchiudono risorse naturali ancora inesplorate, alla cui spartizione Parigi non vuole arrivare per ultima.