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Dal Parlamento UE una proposta per l'autonomia dei media:

Dal Parlamento UE una proposta per l'autonomia dei media: "Un fondo permanente per sostenerli nel decennio digitale"

Approvata la risoluzione che chiede a istituzioni comunitarie e Stati membri di aiutare finanziariamente il giornalismo europeo

Bruxelles – Scende in campo il Parlamento Europeo per chiedere un sostegno al settore dell’informazione. Con la risoluzione adottata oggi (mercoledì 20 ottobre) con 577 voti favorevoli, 47 contrari e 76 astensioni, gli eurodeputati hanno richiamato tutte le istituzioni europee e gli Stati membri UE a supportare finanziariamente i media europei attraverso un fondo permanente, perché siano in grado di affrontare le sfide del decennio digitale e di essere politicamente indipendenti rispetto a pressioni e attacchi.

“È un momento cruciale per rafforzare il settore audiovisivo e dei media”, ha sottolineato la relatrice Dace Melbārde (ECR) durate la presentazione della relazione all’Eurocamera di lunedì sera (18 ottobre). “Già prima della pandemia COVID-19 il pluralismo era in crisi, ma nell’ultimo anno sono sorti nuovi problemi, con il pubblico che si è spostato sulle piattaforme online“, ha aggiunto: “Per esempio, il crollo del gettito dalle inserzioni pubblicitarie, mentre Facebook e Google accumulano sempre di più ma non reinvestono negli Stati membri”. Secondo le prime stime fornite dalla relazione, durante la pandemia i media d’informazione hanno visto le loro entrate pubblicitarie diminuire tra il 20 e l’80 per cento rispetto ai livelli pre-pandemici.

La relatrice per il Parlamento Europeo, Dace Melbārde (ECR)

“Chiediamo sostegno e finanziamenti più incisivi sul piano del bilancio pluriennale”, ha spiegato l’eurodeputata lettone. “Serve un fondo permanente dell’UE per i media, basato sui principi di autonomia editoriale, trasparenza, equità e pari condizioni di trattamento, per garantire competitività nel settore rispetto alle grandi piattaforme”, è la proposta dell’Eurocamera per affrontare le sfide del decennio digitale. Oltre ai pericoli dell’impatto economico “sproporzionato” e del comportamento “predatorio” delle piattaforme online, la risoluzione evidenzia che questo fondo permanente dell’UE per i media permetterà di salvaguardare l’indipendenza finanziaria e politica dei giornalisti europei contro attacchi governativi (dove il rispetto dello Stato di diritto è più a rischio) e cause legali progettate per metterli a tacere.

“Ci sono molti elementi di convergenza con il Piano d’azione presentato lo scorso anno”, ha sottolineato il commissario per il Lavoro e diritti sociali, Nicolas Schmit, durante il suo intervento in plenaria. Inoltre, il membro del gabinetto von der Leyen ha ricordato che la Commissione Europea sta preparando un progetto di iniziativa legislativa per l’indipendenza dei giornalisti, il Media Freedom Act, che “sarà presentato il prossimo anno”. È atteso a breve, invece, il lancio di Media Invest, la piattaforma di investimento da 400 milioni di euro spalmati su sette anni per sostenere il pluralismo dell’informazione e i media indipendenti: “Mobiliteremo fonti di finanziamento sostenibili, co-investendo con fondazioni e partner pubblici e privati”, ha anticipato il commissario Schmit agli eurodeputati.