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Nell'UE 36,7 milioni di persone vivono in case fredde

Nell'UE 36,7 milioni di persone vivono in case fredde

Germania e Italia ai primi posti per numeri assoluti, ma in Bulgaria e Lituania una persona su quattro patisce il freddo

Bruxelles – Nell’UE ci sono 36,7 milioni di cittadini alle prese con il freddo a casa. L’8,2 per cento della popolazione dell’Unione nel 2020 ha avuto difficoltà a rendere la propria abitazione adeguatamente calda. Numeri che danno la dimensione di un problema di povertà e difficoltà economiche diffuso soprattutto nei Paesi più ricchi.

Stando alle cifre diffuse da Eurostat, in termini assoluti è la Germania a guidare questa classifica del disagio sociale, con 7.485.003 persone nella morsa del gelo (il 9 per cento della popolazione totale). Segue l’Italia, con quasi 6,7 milioni di persone (6.699.904, pari all’11,1%, dato relativo però al 2019). In Italia una persona su dieci patisce il freddo come in Spagna (5,1 milioni di cittadini, pari al 10,1 per cento del totale). Neppure in Francia le cose sono rosee. Qui è il 6,5 per cento della popolazione a non potersi garantire riscaldamento adeguato, indice che si traduce in oltre quattro milioni di persone (4,3 milioni). Quindi la situazione più complicata riguarda l’eurozona e le sue economie più forti.

In termini assoluti la situazione peggiore è quella bulgara. In Bulgaria più di un quarto del Paese vive nell’incapacità di riscaldarsi come dovrebbe (27,5 per cento). Un problema che riguarda una persona su quattro, praticamente la stessa situazione registrata in Lituania (23,1 per cento). A Cipro, invece, il problema riguarda una persona su cinque (20,9 per cento).

Nell’UE ci sono 36,7 milioni di cittadini alle prese con il freddo a casa, ma la situazione potrebbe essere peggiorata nel corso dell’ultimo anno. A loro potrebbe essersi aggiunto qualcun altro, considerando gli effetti della pandemia di Coronavirus sull’economia e le ripercussioni sul mercato del lavoro. Inoltre l’impennata dei prezzi dell’energia, con la conseguente ricaduta in bolletta, e la difficoltà dell’Unione europea a trovare una risposta al fenomeno, potrebbe già aver accresciuto il numero delle persone incapaci di garantirsi il riscaldamento necessario per una casa riscaldata e quindi salutare per il benessere umano.

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