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Cambiamento climatico, Sassoli:
David Sassoli

Cambiamento climatico, Sassoli: "Sfida senza precedenti, l'Europa lavori insieme per affrontarla"

Aprendo lo Speakers' Summit dell'Assemblea Parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo (AP-UpM), il presidente dell'Europarlamento evoca la necessità di azioni "immediate ed efficaci" per mitigarne gli effetti, "devono essere messe a disposizione risorse finanziarie adeguate per questa colossale sfida"

Bruxelles – La sfida del cambiamento climatico non ha precedenti e lo sforzo per contrastarlo deve arrivare da tutta Europa. Lo sottolinea il presidente dell’Europarlamento David Sassoli aprendo il 7° Speakers’ Summit dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (AP-UpM), che si tiene oggi (3 dicembre) e domani a Bruxelles, chiudendo la presidenza di turno del Parlamento Europeo dell’AP-UpM. “La portata della sfida attuale non ha precedenti”.

Il tono che usa Sassoli è deciso a far comprendere che il cambiamento climatico riguarda tutti, non solo i Paesi che ne sono più direttamente coinvolti dalle conseguenze. Evoca così la necessità di attuare “azioni immediate ed efficaci per mitigare il cambiamento climatico e devono essere messe a disposizione risorse finanziarie adeguate per questa colossale sfida”. “Il cambiamento climatico, a lungo sottovalutato e trascurato, è ora al centro del dibattito politico, come dimostrato dall’eccezionale partecipazione alla recente Conferenza sul clima di Glasgow, il cui esito, seppur apprezzabile, è stato a mio avviso inferiore alle aspettative”, ha ricordato in apertura al suo intervento.

Gli obiettivi verdi dell’Unione per il Patto verde per l’Europa, il Green Deal, devono impegnare “tutta l’Europa, compresi i Paesi più lontani dal Mediterraneo. L’Europa è nata come progetto comune basato sulla solidarietà e sulla condivisione di valori e principi fondamentali. E il cambiamento climatico è una sfida fondamentale a cui tutti sono chiamati ad affrontare”. Come la pandemia ha dimostrato che in casi come questo “i confini non contano più perché nessuno è al sicuro da questi fenomeni e la collaborazione tra i paesi del Mediterraneo è una necessità urgente per tutti. Sfide come questo può essere superato solo lavorando insieme e adottando politiche comuni e di ampio respiro: non è più giustificabile che l’uno o l’altro dei Paesi del Mediterraneo, sia della sponda settentrionale che di quella meridionale, sia lasciato solo nella gestione di queste sfide”.

L’Europarlamento lascia la presidenza di turno dell’Assemblea, ma il “dibattito odierno non deve e non può in ogni caso essere la fine del lavoro svolto quest’anno, ma il punto di partenza per una profonda riflessione che ci tocca tutti da vicino”. Al nuovo segretariato chiede di “garantire la continuità del nostro lavoro, consentire una migliore gestione dei fondi disponibili e una politica di comunicazione più moderna ed efficace. “Abbiamo fatto progressi negli ultimi anni, ma molto resta da fare per rilanciare il processo di cooperazione euromediterranea e per rafforzare la cooperazione tra i nostri parlamenti”, chiosa.

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