HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
C'è l'intesa nell'UE per estendere il roaming gratuito fino al 2032

C'è l'intesa nell'UE per estendere il roaming gratuito fino al 2032

Parlamento e Consiglio dell'UE hanno trovato l'accordo provvisorio per abolire il roaming a pagamento per altri 10 anni. Ma la Commissione potrà anche valutare di abbassare il costo massimo delle chiamate tra numeri di Paesi diversi

Bruxelles – Non era sicuro che l’accordo sarebbe arrivato entro Natale e invece, dopo nemmeno mezza giornata di negoziati tra Parlamento e Consiglio dell’UE, i co-legislatori hanno già raggiunto un’intesa provvisoria sulla proposta della Commissione Europea di estendere fino al 2032 il roaming gratuito su tutto il territorio dell’Unione.

Le regole aggiornate (dopo il primo periodo di prova di cinque anni, il regolamento sarebbe dovuto scadere il 30 giugno del prossimo anno) permetteranno ai cittadini europei di continuare a fare chiamate, mandare messaggi e navigare online sul proprio smartphone alla stessa tariffa a casa e negli altri Stati membri. Lavoratori e turisti che viaggiano sul territorio comunitario avranno diritto alla stessa qualità e velocità di connessione mobile, se le condizioni sono disponibili sulla rete del Paese UE visitato: la linea dura sul divieto di pratiche che riducono la qualità dei servizi di roaming (per esempio, passare la connessione da 4G a 3G) è stata dettata dagli eurodeputati, secondo la posizione già emersa nei mesi scorsi.

Appoggiando la proposta dell’esecutivo comunitario, sarà garantito l’accesso gratuito ai servizi di emergenza senza alcun costo aggiuntivo (soprattutto per persone con disabilità) sia per le chiamate sia per i messaggi di testo, inclusa la trasmissione di informazioni sulla geolocalizzazione. Sarà a carico degli operatori di telefonia la responsabilità di fornire informazioni sul numero di emergenza europeo 112.

Il punto più critico su cui si temeva uno slittamento delle tempistiche dell’accordo riguardava il costo massimo delle chiamate effettuate da cittadini dell’UE a numeri di telefono di altri Paesi membri (a oggi non più di 19 centesimi al minuto). Durante i negoziati gli eurodeputati hanno spinto per porre fine ai supplementi, per eliminare ogni margine di dubbio sulla differenza tra le chiamate intra-UE (per esempio, da un numero italiano a uno tedesco, francese o belga) e chiamate in roaming (tra due numeri italiani). Nell’intesa di compromesso è previsto che la Commissione UE esamini la situazione e valuti la possibilità di ulteriori riduzioni dei massimali.

Sul piano delle tariffe di roaming all’ingrosso (il prezzo massimo che gli operatori si addebitano a vicenda quando i rispettivi clienti usano altre reti in roaming nell’UE), saranno limitate a 2 euro per gigabyte dal 2022, scendendo a 1 euro nel 2027. Se i consumatori superano i limiti sul roaming previsti dal contratto con il proprio operatore, ogni costo aggiuntivo non potrà essere superiore ai massimali all’ingrosso. Su questo aspetto hanno spinto soprattutto i negoziatori del Consiglio dell’UE, sotto la pressione degli operatori di mercato per mantenere il settore sostenibile.

“Stiamo creando un mercato del roaming più equo, concentrandoci soprattutto sugli operatori più piccoli, tagliando i massimali e migliorando significativamente la situazione per i consumatori”, ha commentato la capo-negoziatrice del Parlamento UE, Angelika Winzig (PPE). “Abbiamo assicurato anche flessibilità per reagire ai nuovi sviluppi nei settori delle telecomunicazioni e della tecnologia”, ha aggiunto l’eurodeputata austriaca, sottolineando che “questo accordo è un passo avanti verso un vero Mercato Unico digitale“. Le ha fatto eco il ministro sloveno della Pubblica amministrazione e presidente di turno del Consiglio dell’UE, Boštjan Koritnik: “Consumatori e imprese potranno continuare a godere di questo vantaggio tangibile, che sostiene la libera circolazione delle persone all’interno dell’UE, uno dei nostri valori fondamentali”.

Per entrare in vigore, l’accordo dovrà essere approvato formalmente dai due co-legislatori. Il Comitato per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) del Parlamento UE voterà il testo in una delle prossime riunioni, prima del voto in sessione plenaria. Da parte del Consiglio, la presidenza slovena presenterà il testo dell’accordo al Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) per l’approvazione il prossimo 15 dicembre.

ARTICOLI CORRELATI