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PAC, l'Europarlamento rinvia a gennaio la decisione sugli atti delegati

PAC, l'Europarlamento rinvia a gennaio la decisione sugli atti delegati

Gli eurodeputati della commissione agricoltura (AGRI) denunciano tempi insufficienti per studiare nel dettaglio i testi di "legislazione secondaria". De Castro e Giarrusso: "Non possiamo prenderci la responsabilità di dare l'ok senza esaminarli e confrontarci con i nostri produttori"

Bruxelles – La commissione per l’Agricoltura (AGRI) del Parlamento UE non voterà oggi (9 dicembre) sui due atti delegati della nuova politica agricola comune (PAC) ritenuti “urgenti” dalla Commissione UE per finalizzare la procedura dei piani strategici nazionali. Come anticipavamo ieri, la maggior parte dei gruppi politici era contraria all’urgenza richiesta dall’Esecutivo europeo sull’approvazione della cosiddetta “legislazione secondaria” della riforma, obbligando gli eurodeputati a votare in tempi troppo ristretti (quindi senza la possibilità di leggere con attenzione il dettaglio dei testi) sull’atto delegato sulle tipologie di intervento e quello sugli organismi di pagamento, la gestione finanziaria e la liquidazione dei conti.

Entrambi gli atti andranno a dettagliare il lavoro sui piani strategici della PAC, che gli Stati dovrebbero presentare alla Commissione Europea entro il 31 dicembre 2021. La nuova data per il voto non è ancora stata stabilita, ci spiegano dal Parlamento, ma molto probabilmente si slitterà definitivamente alla prossima riunione di commissione prevista il 10 gennaio. Questo potrebbe comportare per gli Stati membri qualche settimana in più di tempo per presentare i loro piani strategici, mentre per il momento resta confermato il voto da parte degli Stati in seno al Comitato speciale per l’agricoltura (CSA) in programma domani, venerdì 10 dicembre.

Per gli eurodeputati dare così poco tempo per studiare il testo è un tentativo della Commissione di by-passare il Parlamento. “Il nostro ruolo di co-legislatore non può essere in discussione”, commentano in una nota Paolo De Castro e Dino Giarrusso, membri della commissione Agricoltura del Parlamento UE, secondo i quali il rinvio dovrebbe consentire anche agli Stati più tempo a disposizione. “Si tratta di atti aventi un peso specifico molto significativo – proseguono i due europarlamentari – con ricadute dirette su settori strategici del nostro sistema agricolo e non possiamo prenderci la responsabilità di dare l’ok senza aver avuto tempo sufficiente per esaminarli e confrontarci con i nostri produttori”. “Grazie alla nostra ferma opposizione a un voto a scatola chiusa nelle prossime settimane avremo l’occasione di ascoltare agricoltori e cooperative, e di lavorare per apportare quelle modifiche necessarie a rafforzare la competitività delle nostre aziende, aiutandole a raggiungere sempre maggiori livelli di sostenibilità sociale, economica e ambientale”, concludono.

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