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    Home » Green Economy » Investimenti ‘green’, il destino di gas e nucleare non sarà deciso prima del 2022

    Investimenti ‘green’, il destino di gas e nucleare non sarà deciso prima del 2022

    Il collegio di Ursula von der Leyen terrà una discussione sul secondo atto delegato della Tassonomia 'verde' e avvierà una nuova consultazione con gli Stati prima della fine dell'anno, ma viene meno alla promessa di pubblicare le nuove regole entro il 2021. Per la decisione bisognerà aspettare (almeno) la metà di gennaio

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    21 Dicembre 2021
    in Green Economy, Politica
    tassonomia sostenibili gas e nucleare

    Bruxelles – Slitta a gennaio 2022 (almeno) l’approvazione del secondo atto delegato che deciderà il futuro del gas e dell’energia nucleare tra gli investimenti rispettosi del clima nel quadro della tassonomia europea. Dopo grande incertezza sulla data della pubblicazione, ieri (20 dicembre) il commissario per l’Ambiente, Virginijus Sinkevičius, rispondendo a una domanda sulla questione in conferenza stampa al termine del Consiglio Ambiente ha detto che “molto probabilmente avremo una discussione domani (oggi, ndr) alla riunione settimanale del collegio” sull’atto delegato “che poi porterà all’approvazione l’anno prossimo”.

    Il commissario all’Ambiente conferma quanto riferito dal commissario al Mercato interno, Thierry Breton, in una intervista al giornale tedesco Welt am Sonntag, ovvero che all’Esecutivo serve ancora un po’ di tempo per “consultare ulteriormente gli Stati membri”. La Commissione Europea aveva promesso a più riprese di pubblicare l’atto delegato complementare che riguarda la decisione sul gas e sul nucleare (e anche sull’agricoltura) entro fine 2021. Viene quindi meno alla promessa, mentre il portavoce capo dell’Esecutivo Eric Mamer ha confermato ieri che la Commissione “avvierà il processo di approvazione” entro la fine dell’anno, che significa avviare nuove consultazioni con gli Stati membri con cui in realtà il dialogo è in corso da tempo. Una volta condivise le regole con gli Stati membri e il suo gruppo di consulenti esperti della finanza, dell’industria e dei gruppi della società civile, saranno pubblicate.

    L’ulteriore ritardo farà slittare probabilmente anche la pubblicazione del resto dei documenti che riguardano la nuova finanza verde dell’UE. Restano infatti ancora quattro obiettivi della tassonomia da pubblicare: i criteri che riguardano l‘uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. I criteri sul gas e nucleare rientrano nel quadro dei primi due obiettivi della tassonomia, quelli più “climatici”: mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Il primo atto delegato pubblicato ad aprile ha coperto 13 settori, dall’energia rinnovabile alla silvicoltura passando per la ristrutturazione degli edifici e i trasporti.

    La tassonomia ‘verde’ è il sistema di classificazione degli investimenti e delle attività economiche sostenibili, con cui Bruxelles spera di mobilitare enormi somme di capitale (soprattutto dal settore privato) in attività che contribuiscano agli obiettivi climatici e ambientali dell’UE. Secondo le stime della Commissione, per raggiungere i nuovi obiettivi climatici per il 2030 (taglio delle emissioni del 55 per cento rispetto ai livelli del 2050) saranno necessari investimenti per 350 miliardi di euro extra all’anno, nel prossimo decennio fino al 2030. Le attività escluse dalla tassonomia non saranno vietate nell’UE, ma l’idea alla base della classificazione è fare in modo che la gran parte delle risorse private siano investite in attività o progetti che ne fanno parte. Nonostante non ci sia un divieto, la decisione sul gas e nucleare è carica di aspettative tanto dal mondo politico quanto dal mondo industriale, che teme un ridimensionamento delle proprie attività. Ed è proprio il carico di aspettative che porta la Commissione UE a continuare a rimandare la decisione a oltranza.

    Tags: gas nuclearetassonomia verdethierry bretonVirginijus Sinkevičius

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