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Benifei: "Nell'intelligenza artificiale si potrà innovare, ma tutelando i diritti fondamentali"

Il relatore del Parlamento UE sul Regolamento sull'intelligenza artificiale, Brando Benifei, in audizione alla Camera dei Deputati: "Lavoreremo per bilanciare l'innovazione e la protezione dai rischi che tali tecnologie pongono"

Bruxelles – Per rendere l’intelligenza artificiale sicura e affidabile, “il Parlamento Europeo lavorerà per contemperare l’esigenza di innovazione e la protezione dai rischi che tali tecnologie pongono per i diritti fondamentali dei cittadini”. Parola di Brando Benifei, capo-delegazione del Partito Democratico all’Eurocamera e relatore del Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale.

L’eurodeputato ha rassicurato i membri delle commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera dei deputati, nel corso di un’audizione congiunta sul ruolo del Parlamento UE nello sviluppo delle nuove tecnologie emergenti e sull’accordo che dovrà essere trovato tra le istituzioni comunitarie sulla sua regolamentazione. Benifei, come già ricordato all’evento di Eunews di dicembre, ha insistito sul fatto che “è necessario regolamentare adeguatamente le applicazioni ad alto rischio dell’intelligenza artificiale”, in particolare “prevedendo controlli ex-ante da parte di enti terzi in più casi rispetto a quelli inclusi nella bozza” di quadro normativo presentata dalla Commissione Europea nell’aprile dello scorso anno.

Tra i casi esemplificativi presentati da Benifei c’è l’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale per le decisioni di affidamento dei minori – “come avvenuto in Olanda recentemente con esiti molto problematici e discriminatori” – ma anche effetti sproporzionati sulle minoranze o sulle donne: “Lavoreremo per inserire maggiori salvaguardie nel testo, per evitare che si ripetano casi del genere”. C’è poi il caso dell’uso degli algoritmi e delle tecnologie emergenti nei luoghi di lavoro: “Avverto ancora una mancanza nel Regolamento, attualmente nel testo non è previsto alcun ruolo per le parti sociali”, ha spiegato l’eurodeputato socialdemocratico. Tuttavia, “quando un sistema di intelligenza artificiale incide sui diritti dei lavoratori, penso sia fondamentale che le parti sociali siano pienamente coinvolte e ascoltate, visto il grande impatto che tali sistemi possono avere”, ha aggiunto Benifei.

Infine, il tema “delicatissimo”, della sorveglianza biometrica a distanza in tempo reale nei luoghi pubblici, una questione che sta spaccando il Parlamento UE a diversi livelli. Benifei si è detto “in linea con le riflessioni di molti colleghi della Camera dei Deputati: le eccezioni presenti nel testo sono troppo ampie, viste le differenze anche in termini di Stato di diritto tra i diversi Stati membri”. Replicando alle domande dei deputati del PD Andrea Casu Enza Bruno Bossio (PD) e del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico, il relatore per il Parlamento UE ha comunque assicurato che, dopo la definizione delle tutele precise per i cittadini, l’Eurocamera sosterrà “l’approccio della Commissione che prevede appositi spazi di sperimentazione normativa” per testare le nuove applicazioni di intelligenza artificiale e per sostenere le imprese e le startup nell’ingresso in questo mercato.

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