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    Home » Politica Estera » Il Parlamento UE vuole un regime di sanzioni europee contro le interferenze straniere e la disinformazione

    Il Parlamento UE vuole un regime di sanzioni europee contro le interferenze straniere e la disinformazione

    Adottate dagli eurodeputati della commissione speciale sulle interferenze straniere e la disinformazione (INGE) le raccomandazioni che chiudono un anno e mezzo di lavori. A marzo il voto in sessione plenaria sulla relazione

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    25 Gennaio 2022
    in Politica Estera, Net & Tech
    Interferenze straniere UE

    Bruxelles – Un regime di sanzioni e misure restrittive a livello comunitario per combattere contro le interferenze straniere e la disinformazione portata da attori extra-UE. Dopo un anno e mezzo di inchieste e audizioni di esperti, la commissione speciale sulle interferenze straniere e la disinformazione (INGE) del Parlamento UE ha adottato con 25 voti a favore, otto contrari e un’astensione le proprie raccomandazioni finali, in un testo che verrà votato in sessione plenaria a marzo (in corrispondenza della scadenza del mandato della commissione stessa).

    “Il pubblico europeo e i funzionari di governo sono in gran parte inconsapevoli della gravità della minaccia posta dai regimi autocratici stranieri, in particolare Russia e Cina“, hanno messo nero su bianco gli eurodeputati. Le carenze a livello europeo sul fronte della legislazione e del coordinamento tra Paesi membri UE e una “difesa insufficiente” hanno permesso a questi attori stranieri di “prendere il controllo delle infrastrutture critiche, effettuare attacchi informatici, reclutare ex-politici di alto livello e propagare la polarizzazione nel dibattito pubblico“.

    È per questo motivo che i membri della commissione INGE hanno esortato le istituzioni comunitarie non solo a sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche a “rafforzare le proprie capacità contro le interferenze straniere e istituire un regime di sanzioni contro la disinformazione”. Tra le raccomandazioni compaiono anche gli investimenti sulle competenze linguistiche delle piattaforme digitali perché possano agire su contenuti illegali “in tutte le lingue”, il divieto del finanziamento estero dei partiti politici europei e il chiarimento delle relazioni “altamente inappropriate” tra alcuni partiti politici europei e la Russia, oltre ad alternative agli investimenti diretti esteri cinesi e al divieto di uso di software di sorveglianza come il controverso Pegasus.

    “Sono necessarie misure urgenti per affrontare le lacune critiche”, ha commentato la relatrice Sandra Kalniete (PPE), come “ritenere le piattaforme online responsabili e garantire la trasparenza dei loro algoritmi, regolamentare il mercato dei dati e consentire una responsabilità individuale informata”. Le ha fatto eco il presidente della commissione speciale, Raphaël Glucksmann (S&D): “Gli attori ostili stranieri hanno dichiarato una guerra ibrida contro l’Unione e i suoi Stati membri, chiediamo alla Commissione e al Consiglio di attuare senza perdere tempo le raccomandazioni per proteggere le nostre democrazie e garantire la sovranità europea”.

    Dalle fila del Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino, membro della commissione INGE, ha sottolineato che “è chiaro che non possiamo fermarci qui, il Parlamento Europeo deve continuare a essere un fondamentale cane da guardia democratico“. L’eurodeputato italiano ha sottolineato i meriti del gruppo degli S&D nella relazione, tra cui la responsabilizzazione delle piattaforme digitali, la protezione del processo elettorale, la regolamentazione del finanziamento dei partiti politici europei e “l’affermazione della trasparenza come garanzia assoluta da esigere da chiunque sviluppi relazioni con il mondo esterno” all’Unione Europea.

    Tags: campagna elettoralecinadisinformazioneinterferenze straniereparlamento europeoPierfrancesco Majorinorussia

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