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Il filo nero che lega il Giorno della Memoria al Parlamento UE con l'aggressione antisemita di un ragazzino a Livorno

Il filo nero che lega il Giorno della Memoria al Parlamento UE con l'aggressione antisemita di un ragazzino a Livorno

Alla plenaria dell'Eurocamera è stata ascoltata la testimonianza della sopravvissuta all'Olocausto Margot Friedländer: "Il male assoluto dei lager è accaduto perché alcuni hanno smesso di essere umani, non si ripeta mai più"

Bruxelles – “Siate umani, il male assoluto dei lager è accaduto perché alcuni hanno smesso di riconoscere negli altri degli esseri umani”. Sono le parole di Margot Friedländer, sopravvissuta alla Shoah, al Parlamento UE nel Giorno della Memoria. Ma sono anche le parole che legano il passato tragico dello sterminio di milioni di persone LGBT+, rom, sinti ed ebree per opera del regime nazista ai pericoli che corre la società contemporanea se si perde la memoria di quanto accaduto. “Pochi giorni fa a Livorno un ragazzino di 12 anni è stato vittima di un violento attacco antisemita“, ha voluto denunciare con la voce rotta dall’indignazione la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, sottolineando che “non abbiamo fatto abbastanza per mettere in salvo i nostri figli dal moltiplicarsi di questi episodi di discriminazione e violenza”.

Margot Friedländer Metsola Giorno Memoria
Margot Friedländer con la presidente del Parlamento UE, Roberta Metsola (27 gennaio 2022)

È potente il messaggio di Friedländer, centenaria tedesca sopravvissuta al campo di concentramento di Theresienstadt, ai cittadini europei: “Siate testimoni quando noi non ci saremo più e ricordatevi che siamo tutti uguali“. Ma l’appello è diretto anche alle istituzioni dell’Unione: “Rappresentate milioni di persone e questo comporta responsabilità nell’affrontare le sfide del presente”, compresa la “difesa della memoria da chi abusa, ridicolizza e calpesta politicamente la tragedia della Shoah“. Un attacco per nulla implicito a chi scende in piazza con la Stella di David sul petto per protestare contro la vaccinazione anti-COVID: “Dicono di essere perseguitati, ma lo fanno in una democrazia che li protegge”, ha denunciato Friedländer.

Invito raccolto senza esitazione dalla presidente del Parlamento UE, che, ricollegandosi nuovamente all’episodio di Livorno, ha ribadito che “non possiamo permettere che ci sia impunità per gli atti di violenza che istillano la paura“. A partire dal rispetto per i scomparsi e i sopravvissuti dell’Olocausto nel Giorno della Memoria e dalle tre parole su cui si basa il progetto UE: “Uniti nella diversità, oggi parliamo a voce alta e critichiamo negazionisti, complottasti e responsabili di disinformazione e violenze che prendono di mira i membri delle nostre comunità”. Ricordando il 77esimo anniversario dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Metsola ha sottolineato che “la nostra Europa è un progetto di rispetto, solidarietà, dignità umana, pace, democrazia e contro le discriminazioni di ogni genere” e ha tracciato l’eredità dell’istituzione che presiede: “Quarant’anni fa Simone Veil, anche lei sopravvissuta al lager nazisti, veniva eletta come prima presidente del Parlamento Europeo. Da qui nasce il nostro senso di responsabilità, non solo istituzionale ma anche personale”.

Il ricordo delle istituzioni UE

Presenti in Aula anche i presidenti della Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio UE, Charles Michel, che si sono uniti come ogni 27 gennaio alle commemorazioni per il Giorno della Memoria. “Le parole di Friedländer spingono ognuno di noi a riflettere sull’impegno a migliorare la società e il mondo in cui viviamo”, ha aperto il suo intervento Michel. “Noi europei siamo parte di questa storia, dobbiamo essere guardiani del passato e della memoria”, ma anche “della casa della democrazia, quale è l’Europa”, ha aggiunto. “Dobbiamo fare più che ricordare, dobbiamo agire“: l’esortazione del numero uno del Consiglio è un richiamo a “fare tutti di questa lotta la nostra lotta personale”, ovvero schierarsi al fianco dell’Unione Europea “contro i nemici della democrazia e dei valori fondamentali“.

Ursula von der Leyen Giorno memoria
La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen (27 gennaio 2022)

La presidente von der Leyen ha collegato le parole della superstite della Shoah al motivo per cui è stata fondata l’UE: “Nie wieder, mai più. È una profonda ferita, ma anche una responsabilità collettiva per ricordare e tenere gli occhi aperti che queste tragedie non si ripetano nel presente e nel futuro”. Ecco perché la presidente della Commissione Europea ha citato gli sforzi per “elaborare azioni concrete contro ciò che avvelena le nostre società”, come la strategia sull’antisemitismo: “Non chiuderemo più gli occhi, la nostra Unione è un luogo in cui ogni persona può essere chi vuole, un luogo formato da donne come Simone Veil”. Un continente “unito nella diversità”, in cui possono risuonare tutte le note, come quelle delle comunità rom – perseguitate dall’Olocausto nazista – che hanno accompagnato oggi la commemorazione al Parlamento UE.

“Abbiamo il dovere di preservare la memoria di tutte le vittime e delle loro sofferenze”, ha scritto su Twitter Josep Borrell, alto rappresentante UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza. “Educare le giovani generazioni sull’Olocausto è il miglior antidoto“, ha aggiunto, attirando l’attenzione sulle testimonianze fotografiche del Museo di Auschwitz-Birkenau.

Per il Giorno della Memoria la vicepresidente del Comitato economico e Sociale (CESE), Giulia Barbucci, si è richiamata alle parole della senatrice Liliana Segre per fare un parallelismo con il presente: “Se si ammettono le parole dell’odio nel contesto pubblico, se si accoglie l’hate speech nella ritualità del quotidiano, si legittimano rapporti imbarbariti. Io l’odio l’ho visto. L’ho sofferto. E so dove può portare”.

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