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Difensore civico contro von der Leyen:

Difensore civico contro von der Leyen: "Messaggi di testo scambiati con case farmaceutiche devono essere consultabili"

Emili O'Reilly critica il modo in cui è stata gestita la richiesta di accesso agli sms scambiati tra Commissione UE e case produttori di vaccini anti-COVID. "Cattiva amministrazione, cambiare le regole"

Bruxelles – La Commissione europea non ha agito come avrebbe dovuto. Ursula von der Leyen e il suo staff hanno hanno dato vita a un caso di “cattiva amministrazione” nel negare accesso ai messaggi di testo scambiati con l’amministratore delegato della società farmaceutica Pfizer/BioNTech, Albert Bourla , relativi all’acquisto di vaccini anti-COVID. Il difensore civico, Emily O’Reilly,  critica il comportamento dell’esecutivo comunitario al termine dell’inchiesta avviata lo scorso settembre, e chiede di porre rimedio.

Le verifiche erano state avviate dopo i reclami dei giornalisti, che avevano chiesto di poter visionare lo scambio di sms tra istituzione UE e azienda farmaceutica. Una richiesta rimasta inascoltata. Oggi (28 gennaio) emerge innanzitutto che la Commissione “non ha chiesto esplicitamente” all’ufficio personale del presidente di cercare messaggi di testo. Un’azione che si spiega con il regolamento interno dell’esecutivo comunitario, che non riconosce i messaggini come documenti interni degni di registrazione. Il difensore civico invita ad aggiornare le regole.

“Le pratiche amministrative dell’UE dovrebbero evolversi e crescere con i tempi in cui viviamo e con i metodi moderni che utilizziamo per comunicare”, bacchetta O’Reilly. Quando si tratta del diritto di accesso del pubblico ai documenti dell’UE, è il contenuto del documento che conta e non il dispositivo o il modulo”. Per cui “se i messaggi di testo riguardano le politiche e le decisioni dell’UE, dovrebbero essere trattati come documenti dell’UE”.

Viene inoltre precisato che non tutti i messaggi di testo devono essere registrati, ma “chiaramente i messaggi di testo rientrano nella legge sulla trasparenza dell’UE e quindi i messaggi di testo pertinenti dovrebbero essere registrati”. Sostenere il contrario “non è credibile”.

Dunque il difensore civico contesta il modo in cui è stato gestito il tutto. Alla luce delle irregolarità riscontrate il mediatore ha invitato la Commissione a chiedere all’ufficio personale della presidente von der Leyen di cercare nuovamente i messaggi di testo pertinenti e, nel caso in cui vengano ritrovati, renderli disponibili “se soddisfano i criteri” per la consultazione.

“Risponderemo al difensore civico entro i termini indicati”, fa sapere il capo del servizio dei portavoce della Commissione, Eric Mamer, ricordando che la commissaria per i Valori e la trasparenza, Vera Jourova, sta lavorando sulle regole interne per vedere di procedere ad un loro eventuale aggiornamento.

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