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UE, raggiunti gli obiettivi per l'energia pulita nei trasporti. Italia da' il suo contributo

UE, raggiunti gli obiettivi per l'energia pulita nei trasporti. Italia da' il suo contributo

Nel 2020 al 10,2 per cento la quota di utilizzo di fonti rinnovabili nel settore della mobilità. In generale 12 Paesi su 27 hanno soddisfatti i criteri, compreso lo Stivale

Bruxelles – L’UE nel complesso ce l’ha fatta. Sono stati raggiunti gli obiettivi che si era data per la ‘pulizia’ dei trasporti, arrivando alla soglia del 10 per cento di utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel comparto (compresi biocarburanti liquidi, biometano ed elettricità “verde”), previsto dalla direttiva sulla promozione delle fonti pulite. Alla fine del 2020 si registrava anche un qualcosa in più del previsto, un dato complessivo del 10,2 per cento.

Tra gli Stati membri, rileva Eurostat, 12 su 27 hanno raggiunto o addirittura superato l’obiettivo. Tra questi anche l’Italia, che, dopo la frenata tra 2016 e 2017 (quota di rinnovabili nei trasporti scesa dal 7,4 per cento al 6,5 per cento), è riuscita a rimettersi in carreggiata e risultare tra i Paesi virtuosi. Qualcosa che non ha saputo fare invece la Germania, ferma nel 2020 al 9,9 per cento, e neppure la Francia (9,2 per cento). Anche in questa occasione lo Stivale dunque può vantare di essere un esempio rispetto alle altre principali economie dell’eurozona.

Se sono stati raggiunti gli obiettivi a livello UE lo si deve soprattutto alla Svezia, Paese dove praticamente un terzo del settore trasporti (31,9 per cento) si muove grazie a fonti di energia a zero emissioni di CO2. Forti i ritardi invece per Grecia e Lituania, ancora indietro e a metà strada (5,3 per cento e 5,5 per cento, rispettivamente, la quota di energia da fonti rinnovabili per movimento e funzionamento del settore trasporti).

Nel 2020, tutti gli Stati membri dell’UE hanno registrato un aumento della quota di energia rinnovabile nei trasporti rispetto al 2019, con i maggiori incrementi osservati per l’Estonia (+5,9 punti percentuali), Lussemburgo (+4,9 punti percentuali), Belgio (+4,2 punti percentuali) e Cipro (+4,1 punti percentuali). In controtendenza la Finlandia (-0,9 pp), mentre è rimasto stabile il dato francese (9,2 per cento).