HOT TOPICS  / Invasione russa in Ucraina Qatargate Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE Hge
Vaccini, la tecnologia mRNA arriva in sei Paesi africani. Il summit con l'UE si chiude con tante promesse e qualche impegno concreto

Vaccini, la tecnologia mRNA arriva in sei Paesi africani. Il summit con l'UE si chiude con tante promesse e qualche impegno concreto

Dalla Commissione Europea e Germania, Francia e Belgio 40 milioni di euro in questa iniziativa dell'Organizzazione mondiale della sanità per trasferire in Egitto, Kenya, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Tunisia la tecnologia necessaria a produrre vaccini in autonomia. Rimandata alla primavera la discussione sulla sospensione dei brevetti

Bruxelles – Egitto, Kenya, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Tunisia. Sono i primi sei Paesi africani che riceveranno nei prossimi mesi la tecnologia necessaria per la produzione di vaccini a mRNA per produrseli in casa propria, grazie a una iniziativa dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) annunciata oggi (18 febbraio) a margine del vertice UE-Unione africana che si è concluso a Bruxelles.

La Commissione Europea insieme alla Germania, Francia e Belgio ha investito in questo progetto di trasferimento di capacità industriale 40 milioni di euro “perché siamo profondamente convinti che sia la strada giusta da percorrere”, ha annunciato in mattinata la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Lo considera “non solo un importante passo avanti nella lotta contro la pandemia, ma anche un importante passo avanti nella sovranità strategica dell’Africa quando si tratta di vaccini”. Questi 40 milioni sono tutti in “sovvenzioni e saranno resi accessibili subito”, ha assicurato la presidente. 

E’ certo però che quello fatto dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è stato l’annuncio più concreto fatto in questo summit, in cui al centro delle richieste dei Paesi africani c’era anche la sospensione dei brevetti dei vaccini già autorizzati nella UE. Un dibattito passato in sordina in Unione Europea negli ultimi mesi, ma mai dimenticato dai partner africani. Di deroga ai brevetti sui vaccini si era iniziato a parlare a Bruxelles dopo la proposta lanciata dall’amministrazione statunitense di Joe Biden di sospenderli temporaneamente per consentirne la produzione anche fuori dai Paesi ricchi in cui in larga parte sono stati prodotti per tutto l’arco della pandemia COVID-19.

vaccini paesi africani
Ursula von der Leyen in Senegal (Foto: EC – Audiovisual Service)

Un dibattito avviato ma mai realmente iniziato, Bruxelles sposa la linea della condivisione delle dosi e nel tempo ne è diventata il primo esportatore al mondo. “Siamo buona sulla strada per raggiungere il nostro obiettivo di condividere 450 milioni di dosi per i Vaccini entro questa estate e stiamo costruendo una capacità di produzione di mRna in tutta l’Africa“, ha spiegato von der Leyen. Anche nella dichiarazione finale del summit adottata oggi è stato ribadito l’impegno dell’UE alla “piena sovranità sanitaria dell’Africa” in vista delle “future emergenze di salute pubblica”.

Attraverso Team Europe, Bruxelles conferma di mobilitare altri “425 milioni di euro per aumentare il ritmo dell’immunizzazione, per una efficiente distribuzione delle dosi, per il training del personale e per le attività di analisi e sequenziamento” del virus. Nel complesso, l’investimento totale nella regione, come scrivevamo, è di 150 miliardi di euro fino al 2027 dall’iniziativa di finanziamento Global Gateway, focalizzandosi sulla transizione climatica ed energetica, educazione e formazione, infrastrutture (digitali e verdi).

Ma quanto alla sospensione sui brevetti tutto è rimandato in primavera quando i membri del collegio della Commissione europea e quello della Commissione africana si incontreranno a Bruxelles per risolvere la questione. “Abbiamo avuto una discussione positiva, intensa, costruttiva sulle licenze obbligatorie e la sospensione dei viaggi. Abbiamo gli stessi obiettivi, abbiamo modi diversi per raggiungerli e ci deve essere un ponte tra questi due modi”, ha detto la presidente. “Per questo abbiamo deciso che le due Commissioni lavoreranno insieme, i due collegi, quello della Commissione africana e quello della Commissione europea, si incontreremo in primavera a Bruxelles e per quella data al più tardi dovremo raggiungere una soluzione”, ha aggiunto.

ARTICOLI CORRELATI