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1,5 miliardi dalla PAC e aiuti di stato come per il Covid: il piano UE anti crisi alimentare
Commissario Ue per l'agricoltura, Janusz Wojciechowski Copyright: Unione Europea

1,5 miliardi dalla PAC e aiuti di stato come per il Covid: il piano UE anti crisi alimentare

Il commissario Wojciechowski anticipa al Parlamento le quattro linee di intervento che metterà sul tavolo il prossimo 23 marzo, in un piano d'azione per la sicurezza degli approvvigionamenti anche di fronte alla guerra in Ucraina e il blocco delle importazioni agroalimentari da Kiev. Previsti anche interventi mirati per il settore della carne suina e una deroga ai vincoli PAC sui terreni a riposo, per piantare più colture proteiche

Bruxelles – La Commissione europea sta preparando un pacchetto di misure “a breve termine” per sostenere il comparto agricolo di fronte alla guerra russa in Ucraina, che porterà a una mobilitazione aggiuntiva di circa 1,5 miliardi di euro (500 milioni dalla riserva di crisi della PAC a cui la Commissione proporrà di aggiungere un co-finanziamento da parte degli Stati fino a 1,5 miliardi). A delineare le quattro misure di intervento al vaglio dell’Esecutivo europeo è stato oggi (17 marzo) il commissario Janusz Wojciechowski, in audizione in commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Il pacchetto di misure anti-crisi non è ancora finalizzato e fino all’ultimo la Commissione si riserva il diritto di aggiungere linee di intervento.

La prima misura che proporrà Bruxelles sarà un intervento di mercato sul settore della carne suina, “duramente colpito già prima della crisi ucraina”. Per la prima volta, la Commissione mobiliterà poi la riserva di crisi prevista dalla politica agricola europea: 500 milioni di euro a cui Bruxelles proporrà di aggiungere un co-finanziamento da parte dei governi per un pacchetto complessivo di un miliardo e mezzo di euro. Andando incontro alle richieste dell’Europarlamento, sul tavolo c’è anche la deroga temporanea ai vincoli della PAC per i terreni a riposo.

“Ci sarà sicuramente una ripercussione sulla protezione della biodiversità”, ha ammesso il commissario, “ma non è questo il momento lasciare i terreni non coltivati”. La Commissione lavora a una deroga perché questi terreni possano essere usati dagli agricoltori per coltivare colture proteiche e aumentare i livelli produttivi, visti i tagli alle importazioni di materie prime in arrivo da Kiev. L’ultimo intervento mirato sarà “un accordo per gli aiuti pubblici”, con le stesse premesse che la Commissione ha utilizzato durante la pandemia per sostenere il mercato. “In questo modo gli Stati membri avranno la possibilità di stanziare gli aiuti agli agricoltori in questo contesto di crisi di guerra”, ha precisato il commissario.

Le misure saranno finalizzate nelle prossime ore, per poi essere messe sul tavolo dei governi il 23 marzo con un piano per la sicurezza alimentare dell’UE. Intanto, il commissario ha fatto sapere che la Commissione terrà lunedì un dibattito orientativo interno su come affrontare i temi della sicurezza alimentare, energetica e agricola, tre aspetti complementari della crisi in Ucraina. L’impossibilità di importare i prodotti agroalimentari da Kiev “perché bloccati dall’invasione della Russia è un problema enorme per l’agricoltura europea, siamo molto dipendenti da questo Paese”, ha spiegato in audizione. A risentire di più del blocco delle importazioni da Kiev sono di certo i Paesi al confine orientale dell’Ue, come la Polonia (dove il commissario è nato) ma anche “l’Italia e i Paesi Bassi che non hanno un confine diretto stanno subendo gravi perdite”, ha riconosciuto.

Prosegue, in parallelo, il lavoro dell’Esecutivo sulla nuova Politica agricola comune che sarà in vigore dal primo gennaio 2023. Le osservazioni della Commissione Europea sui piani strategici della PAC arriveranno a fine marzo e terranno in considerazione “le conseguenze della guerra in Ucraina sui mercati agricoli europei”, ha assicurato Wojciechowski. I piani strategici sono una delle principali novità della nuova PAC e danno la possibilità agli Stati di indicare come raggiungere i nove obiettivi della politica agricola concordati a livello europeo, compresi quelli della sostenibilità.

Proprio in tema di sostenibilità il commissario ha precisato che gli obiettivi del Green Deal e della strategia per l’agroalimentare europeo ‘Farm to Fork’ “servono alla sicurezza alimentare” e non c’è motivo per “sospendere questa strategia”, ha sottolineato rispondendo alle preoccupazioni sollevate negli ultimi giorni sul fatto che continuare a perseguire gli obiettivi di sostenibilità possa portare a un calo della produzione, in un momento di crisi per la sicurezza alimentare. Per ora, da parte di Bruxelles non c’è alcuna intenzione di mettersi alle spalle le promesse per una maggiore sostenibilità della filiera agricola, le misure eccezionali che introdurrà per aumentare la produzione e sostenere il mercato saranno solo temporanee.

Proprio di questi temi si discuterà nell’evento di alto livello organizzato da Eunews a Roma il 28 marzo, cui parteciperanno tutti i protagonisti del settore.

L’annuncio è stato accolto con favore dall’eurodeputato Paolo De Castro, membro della commissione Agri che in una nota commenta che non “si tratta solo di fondi che gli Stati membri dovranno spendere entro l’anno per supportare la liquidità delle aziende agricole con interventi che compensino l’innalzamento dei costi energetici o dei fertilizzanti, ma anche misure volte a far fronte all’emergenza dovuta alla scarsità di prodotti chiave, quali cereali e colture proteiche. Facendo proprie le nostre proposte delle ultime settimane, l’esecutivo Ue metterà infatti uno stop al blocco all’utilizzo dei fitofarmaci nelle aree agricole lasciate a riposo (Efa), che potranno quindi tornare a essere coltivate in modo tradizionale”.

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