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Riserve strategiche e acquisti congiunti di gas, ma la Commissione frena sul tetto ai prezzi dell'energia

Riserve strategiche e acquisti congiunti di gas, ma la Commissione frena sul tetto ai prezzi dell'energia

Stoccaggi nazionali pieni all'80 per cento entro ottobre 2022, per poi salire al 90 per cento dal 2023. Bruxelles propone una task force per gli acquisti congiunti come per i vaccini COVID-19 e l'obbligo di certificazione per gli operatori energetici come Gazprom

Bruxelles – Una task force europea per gli acquisti congiunti di gas e l’obbligo di tenere piene le riserve prima dell’inizio dell’inverno. La Commissione Europea ha adottato mercoledì una serie di proposte per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia, trainati anche dalla crisi geopolitica con la Russia e dalla guerra in Ucraina. Tra queste, il regolamento, già anticipato nelle scorse settimane, per obbligare gli Stati membri a garantire lo stoccaggio nazionale di gas pieno all’80% entro il primo novembre 2022, prevedendo di riempirlo al 90% per gli anni successivi.

Come è stato per l’acquisto dei vaccini durante la pandemia COVID-19, Bruxelles propone che sia una task force guidata dalla stessa Commissione Europea a negoziare e cercare approvvigionamenti di gas prima del prossimo inverno per sostenere gli Stati membri e mantenere anche i prezzi più contenuti potendo gestire la domanda. Nella task force anche i rappresentanti degli Stati membri in un comitato direttivo e un team negoziale dell’esecutivo terrebbe i colloqui con i fornitori di gas, preparando il terreno per futuri partenariati energetici.

I governi avranno il compito di monitorare i loro livelli di stoccaggio su base mensile e riferirli all’esecutivo comunitario. Bruxelles ha proposto inoltre l’obbligo di certificazione per tutti gli operatori dei sistemi di stoccaggio del gas, per evitare potenziali rischi derivanti “dall’influenza esterna sulle infrastrutture critiche di stoccaggio”, si legge nella comunicazione. Il riferimento implicito è alla compagnia energetica russa Gazprom, il principale fornitore di gas all’UE, accusato di aver mantenuto in questi mesi un comportamento anomalo sul mercato dell’energia e su cui Bruxelles ha avviato un’indagine approfondita. Gazprom ha rispettato i contratti a lungo termine con gli Stati membri per le forniture di gas, ma non ha aumentato le forniture di fronte a un aumento della domanda europea e ha tagliato le vendite spot.

Confermato che a maggio la Commissione dovrà dettagliare il suo piano contro la dipendenza dal gas russo, ‘REPowerEU’, per ridurre di almeno due terzi la domanda europea di gas russo entro la fine dell’anno e renderne l’Unione completamente indipendente al 2027. Ma i governi europei – che giovedì e venerdì si riuniranno a Bruxelles in un Vertice UE che sarà dominato dalla guerra in Ucraina e dalla presenza del presidente USA, Joe Biden – hanno chiesto alla Commissione di mettere in campo misure immediate per limitare rapidamente l’aumento delle bollette, come fissare un tetto massimo ai prezzi dell’energia, come richiesto da Italia, Spagna e Belgio.

In una comunicazione separata la Commissione ha elencato le varie opzioni al vaglio per intervenire sul mercato energetico a livello europeo e nazionale per affrontare il continuo aumento dei prezzi, tra cui compensazioni finanziarie e proposte normative come i massimali di prezzo o il disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità (per evitare che si influenzino troppo a vicenda). Tutte le opzioni sul tavolo “comportano costi e svantaggi” e “non c’è un’unica risposta facile”, scrive l’Esecutivo, rimandando per ora la discussione al confronto tra i capi di stato e governo, che si preannuncia un dibattito difficile.