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L'UE avverte la Corea del Nord sul lancio di missili balistici intercontinentali:

L'UE avverte la Corea del Nord sul lancio di missili balistici intercontinentali: "Si astenga da un'escalation di tensione"

Dopo le nuove provocazioni del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, con il lancio di un missile che può essere utilizzato per il trasporto a lunga distanza di testate nucleari, l'alto rappresentante Borrell ha ribadito che Pyongyang deve abbandonare ogni programma di questo genere "in modo completo, verificabile e irreversibile"

Bruxelles – In mezzo a una due-giorni di vertice dei leader europei focalizzata sulla guerra russa in Ucraina, il rafforzamento della NATO sul fronte orientale e la risposta alla crisi energetica, c’è tempo anche per preoccuparsi di uno scenario ancora più a Est: “Pyongyang deve astenersi da qualsiasi ulteriore azione che possa aumentare le tensioni internazionali o regionali“. È questa la risposta dell’alto rappresentante UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, al lancio effettuato ieri (giovedì 24 maro) dalle autorità della Corea del Nord di un missile balistico intercontinentale (ICBM), che può essere utilizzato per il trasporto per il trasporto a lunga distanza di testate nucleari.

Missili Corea NordA rilevare l’ultima provocazione del dittatore Kim Jong-un – nel mezzo di un momento delicatissimo a livello internazionale che investe tutto il mondo, dall’Europa alla Cina – sono stati i governi del Giappone e della Corea del Sud. Un missile lanciato dal territorio nordcoreano ha raggiunto un’altitudine di 6 mila chilometri, prima di cadere nel Mar del Giappone, a una distanza di circa 1.100 chilometri dall’area di lancio. Un missile di questo tipo (ICBM) può potenzialmente raggiungere anche gli Stati Uniti: le Nazioni Unite hanno vietato al regime della Corea del Nord di condurre test missilistici e nucleari e anche l’UE ha da tempo imposto dure sanzioni economiche al Paese.

Si tratta di “una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali e regionali”, ha attaccato Borrell, che ha ribadito con forza l’obbligo di Pyongyang di abbandonare “tutte le sue armi nucleari, di distruzione di massa, i programmi missilistici e nucleari esistenti” in modo “completo, verificabile e irreversibile”. Secondo l’UE e la comunità internazionale, la Corea del Nord “non può avere lo status di Paese con armi nucleari” e per questo motivo tutti i membri dell’ONU sono chiamati ad “agire per attuare pienamente le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Le “palesi violazioni del diritto internazionale” non vanno solo a inficiare la credibilità del regime nordcoreano, ma “distolgono risorse dal suo stesso popolo, impediscono il suo sviluppo economico e minano il benessere della sua popolazione”. Pyongyang è sotto pressione anche per essere uno dei cinque Paesi in tutto il mondo (insieme a Bielorussia, Eritrea, Siria e, ovviamente, Russia) che hanno votato contro la risoluzione delle Nazioni Unite a condanna dell’aggressione russa dell’Ucraina.

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