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Eurozona, Gentiloni:

Eurozona, Gentiloni: "Livello di crescita molto più basso delle attese nel 2022"

Il commissario per l'Economia preoccupato per le conseguenze del conflitto in Ucraina. Pesano le incertezze legate a durata della guerra, evoluzione delle sanzioni, e inflazione

Bruxelles – Nel 2022 il livello di crescita dell’Eurozona “non sarà negativo per via della forte ripresa registrata nel 2021, ma sarà molto più basso di quanto previsto tre mesi fa”, quando la Commissione europea, nelle previsioni economiche pubblicate a inizio febbraio, stimava per quest’anno un +4 per cento per il Prodotto interno lordo dell’area dell’euro. Paolo Gentiloni torna ancora sugli effetti della guerra in Ucraina per l’economia, conferma che gli obiettivi attesi sono fuori portata e si mostra più preoccupato, visto che rivede ulteriormente in senso peggiorativo le stime. Il commissario per l’Economia, intervenendo al Delphi Economic Forum, non può fare a meno di dire le cose come stanno: in balia di incertezze e incognite.

“Avremo un forte impatto, quanto forte dipenderà da tre fattori”, spiega il membro italiano del team von der Leyen. Pesano sull’andamento dell’economia la durata del conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, “la dinamica delle sanzioni, specialmente se estese a gas e petrolio” comprati da Mosca, e l’inflazione, il cui livello elevato potrebbe rappresentare un problema per famiglie e imprese.

Dunque l’Eurozona deve iniziare a ragionare in termini diversi. La ripresa e il rimbalzo post-pandemia perdono slancio sotto i colpi della guerra e delle sue conseguenze. Col rischio di un livello di crescita molto più basso del preventivato, Gentiloni rinnova l’invito a fare un uso tempestivo ed efficiente delle risorse messe a disposizione dal recovery fund per il finanziamento dei piani nazionali di ripresi, un invito che si indirizza in particolare all’Italia. “Per i Paesi dell’UE ad alto debito l’attuazione del piano di ripresa è il primo passo per acquistare spazio di bilancio” e favorire le spese e gli investimenti che servono per rilanciare competitività e favorire le transizioni verde e digitale.

Il Recovery Fund, tra le varie condizioni, prevede una spesa di almeno il 37 per cento in azioni di sostenibilità, green economy e mitigazione dei cambiamenti climatici, e di almeno il 20 per cento nella digitalizzazione.

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