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Guerra in Ucraina, analisti della BCE tagliano la crescita dell'Eurozona: +2,9 per cento nel 2022
[foto: Comitato economico e sociale europeo]

Guerra in Ucraina, analisti della BCE tagliano la crescita dell'Eurozona: +2,9 per cento nel 2022

Le stime preliminari dei tecnici confermano i timori della Commissione europea. Il caro-energia spinge l'inflazione, ora attesa al 6 per cento

Bruxelles  – L’incubo della frenata inizia a materializzarsi. Per effetto della guerra in Ucraina e ciò che ne consegue – sanzioni e caro-energia su tutto – il PIL dell’Euzona è previsto in calo. Gli analisti della BCE tagliano la crescita, ora prevista al 2,9 per cento per il 2022 e al 2,4 per cento nel 2023, rispetto al +4,2 e al +2,7 per cento delle precedenti stime. Nel giro di un trimestre i tecnici della Banca centrale stravolgono le loro attese, tutte preliminari, ma comunque indicative delle difficoltà e delle incertezze legate ala deterioramento del contesto internazionale.

La possibilità di un peggioramento della ripresa era stata evocata anche dalla Commissione a più riprese. Il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, aveva prima ammesso che l’obiettivo di una crescita al 4 per cento andava considerato come “fuori portata”, per poi chiarire, senza indicare cifre, che l’andamento del Prodotto interno lordo di Eurolandia sarebbe stato destinato a registrare un livello “molto più basso” delle aspettative.

In attese delle previsioni economiche di primavera, che la Commissione renderà pubbliche, da calendario, il 16 maggio, ora gli analisti di Francoforte confermano i timori di Bruxelles. Si riduce la crescita di un terzo, rispetto a quanto ci si potesse attendere. E’ l’effetto dell’aggressione russa. La guerra in Ucraina è indicato dai tecnici dell’Eurotower come “fattore principale” dietro le revisioni delle previsioni macroeconomiche. Questi ultimi non solo tagliano la crescita, ma mettono in guardia anche sulla spirale inflattiva.

Complice il caro-prezzi dell’energia, nel 2022 e nel 2023, secondo gli analisti della Banca centrale europea, a causa della “spinta dei costi” per il settore, l’inflazione è ora attesa rispettivamente al 6 per cento per quest’anno e al 2,4 per cento per il prossimo anno. Le previsioni prodotte alla fine del primo trimestre 2022 indicavano invece l’inflazione al 3 per cento per l’anno in corso e all’1,8 per cento per il prossimo. Restano invariate all’1,9% per il momento, le stime per l’inflazione attesa nel 2024.

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