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Michel torna in Ucraina per celebrare la Giornata dell'Europa a Odessa:

Michel torna in Ucraina per celebrare la Giornata dell'Europa a Odessa: "Qui si protegge la libertà dall'aggressione russa"

Il presidente del Consiglio UE si è recato nella città sul Mar Nero, per testimoniare l'impatto della guerra sull'economia ucraina e sulle catene di approvvigionamento. Durante la visita con il premier, Denys Šmihal', si è dovuto riparare in un rifugio antiaereo, fanno sapere le fonti europee

Bruxelles – C’è un grande assente a Strasburgo per le celebrazioni della Giornata dell’Europa. È il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, tornato proprio oggi (lunedì 9 maggio) in Ucraina dopo tre settimane dalla sua visita a Kiev con una scelta accurata sulla destinazione: Odessa, il porto sul Mar Nero che l’esercito di occupazione russo vorrebbe arrivare a conquistare per tagliare completamente l’accesso al mare a Kiev. “Sono venuto a celebrare la Giornata dell’Europa a Odessa, la città dove Aleksandr Puškin [poeta, scrittore e drammaturgo russo, ndr] diceva che si può sentire l’Europa“, ha scritto su Twitter il presidente Michel. La stessa città in cui “oggi il popolo ucraino protegge i suoi monumenti da proiettili e razzi e la sua libertà dall’aggressione russa”.

Ribandendo agli ucraini che “non siete soli, l’UE è con voi”, Michel ha incontrato il primo ministro, Denys Šmihal’, e ha registrato il suo discorso del 9 maggio davanti all’Opera di Odessa, fanno sapere fonti europee. Una visita che è stata “un’ulteriore dimostrazione dell’incrollabile solidarietà dell’Unione Europea al popolo ucraino”, spiegano le stesse fonti, specificando che il numero uno del Consiglio ha visitato il porto della città dove “ha potuto testimoniare in prima persona” l’impatto dei missili russi lanciati dal mare sulla città e della guerra sulle catene di approvvigionamento globale. In particolare per quanto riguarda le diverse tonnellate di grano ferme nei magazzini per il blocco russo nel Mar Nero, causa di gravi danni non solo per economia dell’Ucraina, ma anche per l’accesso al cibo e la sicurezza alimentare in molte aree a rischio del mondo.

Durante la visita, Michel e Šmihal’ si sono dovuto mettere al riparo in un rifugio antiaereo, “perché i missili hanno colpito di nuovo la regione di Odessa”, hanno reso noto le fonti UE. Successivamente, i colloqui sono ripresi alla presenza (in videocollegamento) del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e si sono focalizzati sulla risposta alla crisi umanitaria, sul sostegno di Bruxelles a Kiev sia a livello economico sia militare e sulle “attuali sfide di liquidità dell’Ucraina“. È stato affrontato anche il tema del fondo di solidarietà per l’Ucraina che finanzierà la futura ricostruzione del Paese, sfruttando gli investimenti in infrastrutture e le riforme strutturali necessarie per “far avanzare l’Ucraina lungo il suo percorso europeo”.

Parallelamente al colloquio con Michel, sempre nella Giornata dell’Europa il presidente Zelensky si è intrattenuto in una videochiamata con la leader della Commissione UE, Ursula von der Leyen. In questa occasione le ha confermato il completamento della seconda parte del questionario che servirà all’esecutivo comunitario per formulare il proprio parere sul conferimento a Kiev dello status di Paese candidato ad aderire all’Unione. Il questionario era stato consegnato a Zelensky proprio dalla presidente della Commissione – nel corso della sua visita nella capitale ucraina un mese fa – alla quale è arrivato un ringraziamento dal leader del Paese invaso per i “chiari segnali di sostegno” all’Ucraina in questo “importante percorso”.

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