- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 28 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Parlamento UE: stop ai beni frutto del lavoro forzato nel mercato europeo

    Parlamento UE: stop ai beni frutto del lavoro forzato nel mercato europeo

    In una risoluzione chiesto un nuovo strumento commerciale che vieti l’import e l’export di questi prodotti, una mappatura delle catene di approvvigionamento e un sistema di risarcimento delle vittime

    Alessandra Tommasi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@aletommasi3" target="_blank">@aletommasi3</a> di Alessandra Tommasi @aletommasi3
    10 Giugno 2022
    in Cronaca, Politica
    EP Plenary session.- Voting session

    EP Plenary session.- Voting session

    Bruxelles – Stop ai beni frutto del lavoro forzato sul mercato unico europeo. Nella risoluzione di ieri (9 giugno) il Parlamento Europeo ha chiesto un nuovo strumento commerciale che vieti l’import e l’export di questi prodotti nell’UE. Non solo: anche una banca dati di chi sfrutta e una mappatura delle catene di approvvigionamento, per evitare che anche solo una parte dei processi produttivi di un prodotto provenga dal lavoro forzato.

    Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), riportate dalla risoluzione, 25 milioni di persone sono al momento soggette a condizioni di lavoro forzato: 20,8 milioni sono sfruttati da aziende, 4,1 milioni da enti statali. Il 61 per cento è donna, molte invece sono persone migranti. A oggi nessuna normativa dell’UE mira a limitare la circolazione di questi prodotti. Il 23 febbraio scorso la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha però annunciato i lavori per una proposta che ne introduca il divieto d’immissione sul mercato, colpendo sia le imprese nazionali che extra UE. Tuttavia, il Parlamento Europeo ha chiesto di più.

    Nella risoluzione si chiede di inserire il divieto per i beni provenienti da un particolare sito di produzione, importatore o impresa, oppure da una regione specifica, “nel caso del lavoro forzato sostenuto dallo Stato”. Ciò dovrebbe avvenire, secondo il Parlamento Europeo tramite il blocco alla dogana e l’eventuale sequestro delle merci, se sospette, anche in base agli indicatori dell’OIL. Che individuano elementi come: abuso di vulnerabilità, inganno, limitazione dei movimenti, isolamento, violenza fisica e sessuale, intimidazioni e minacce, sottrazione dei documenti di identità, trattenuta dei salari, servitù per debiti, condizioni di vita e di lavoro abusive e straordinari eccessivi. All’importatore dovrebbe essere data quindi la possibilità di confutare l’accusa di utilizzo di lavoro forzato per sbloccare le merci.

    Il Parlamento ha invitato inoltre la Commissione a elaborare orientamenti per assistere le imprese nella creazione di un “processo di mappatura della catena di approvvigionamento”, con “una banca dati pubblica contenente informazioni sui singoli fornitori, sul rischio che essi comportano o, al contrario, la prova di un lavoro dignitoso”. Nella risoluzione, anche la proposta di un risarcimento per i lavoratori sfruttati.

    “I crimini contro l’umanità si trovano nei nostri armadi, nei nostri negozi. C’è la deportazione e la riduzione in schiavitù del popolo uiguro”, ha sottolineato in sede di dibattimento l’eurodeputato francese Raphaël Glucksmann (Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici) che, sempre ieri ha votato anche a favore della risoluzione sulla situazione della minoranza etnica in Cina. Mentre Tiziana Beghin (Non iscritti) del Movimento 5 Stelle ha ribadito: “Perché questo strumento contro il lavoro forzato funzioni bisogna che si applichi a tutto il processo di produzione e non solo ai prodotti finiti”.

    Anche Anna Cavazzini (Verdi) ha scandito: “Lo strumento deve essere globale, senza escludere alcuna azienda e va presentato ora” contro i prodotti della “schiavitù moderna”. Mentre Alessandra Basso (Identità e Democrazia), in quota Lega, ha chiesto di approfondire il sistema di valutazione e controllo già applicato dalle dogane americane per il controllo dei casi sospetti.

    Tags: Alessandra Bassoanna cavazziniIlolavori forzatilavoro forzatoOrganizzazione internazionale del lavoroRaphaël GlucksmannTiziana Beghinursula von der leyen

    Ti potrebbe piacere anche

    Elettrificazione - ETS - UE - Hoekstra - Ribera - Jorgensen
    Energia

    L’UE punta all’elettrificazione del continente, ma la revisione dell’ETS prevede meno rigidità per le industrie

    17 Luglio 2026
    Droni da combattimento [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Difesa e Sicurezza

    Accordo su droni e partenariato industriale, UE e Ucraina rafforzano le relazioni in chiave anti-russa

    15 Luglio 2026
    Da sinistra a destra il direttore del dipartimento di medicina e psichiatria del Centro medico universitario di Ulm (Germania), Jörg Fegert, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e direttrice dell'Istituto nazionale francese di sanità e ricerca medica,Maria Melchior, rilasciano una dichiarazione sul rapporto sulla sicurezza dei bambini online. Crediti: Commissione Europa
    Net & Tech

    Von der Leyen: “Presenteremo dopo l’estate una proposta sull’accesso dei minori ai social”

    13 Luglio 2026
    Manifestazione 2025 a sostegno della CPI e del diritto internazionale - Source: Eumans
    Eumans

    La Corte Penale Internazionale di fronte alle sanzioni: l’Europa deve scegliere tra la forza del diritto o il diritto della forza!

    13 Luglio 2026
    Sede della Procura europea (EPPO) in Lussemburgo. Crediti: EPPO via Imagoeconomica
    Politica

    L’Ungheria aderisce all’EPPO. Von der Leyen: “Benvenuta nella Procura europea”

    10 Luglio 2026
    Trafficanti - UE - sanzioni
    Difesa e Sicurezza

    Nuovo regime di sanzioni UE contro i trafficanti di migranti, von der Leyen: “Decidiamo noi chi entra”

    9 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, e il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. Source: Unioncamere

    INTERVISTA / Accordo Ministero degli Esteri-Unioncamere, Prete: “Insieme per l’internazionalizzazione delle imprese”

    di Giulia Torbidoni
    27 Luglio 2026

    Il presidente di Unioncamere: "La profonda conoscenza dei territori e dei loro attori economici consente alle Camere di commercio, presenti...

    Portavoce Cremlino moglie sanzioni

    La moglie del portavoce del Cremlino sfida le sanzioni contro di lei e fa causa all’UE

    di Annachiara Magenta annacmag
    27 Luglio 2026

    Bruxelles - Tatiana Navka, moglie del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avviato un'azione legale contro il Consiglio dell'Unione europea...

    Bandiera islandese. Crediti: James via Unsplash

    Islanda, parte il voto anticipato del referendum sull’adesione all’UE

    di Iolanda Cuomo
    27 Luglio 2026

    Bruxelles - Aperte le urne in Islanda per decidere se far ripartire o meno i negoziati sull'adesione del Paese all'Unione...

    [foto: Jennifer Jacquemart/imagoeconomica]

    Accordo BEI-ACEA da 450 milioni per modernizzare la rete idrica del Lazio

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Luglio 2026

    L'accordo per migliorare la gestione dell'acqua nelle regione. Prima tranche da 200 milioni. Vigliotti: "Rafforziamo la resilienza delle infrastrutture"

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione