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Elezioni e Ue/La destra propone di alzare il limite all'uso del contante

Elezioni e Ue/La destra propone di alzare il limite all'uso del contante "in linea con la media Ue". Ma Bruxelles si muove diversamente

Tra le proposte del programma della coalizione tra Lega-Fratelli d'Italia-Forza Italia c'è l'innalzamento del tetto al contante per i pagamenti tra privati e professionisti. L'Italia è tra i Paesi Ue più virtuosi secondo Bruxelles, che da anni cerca di abbassarlo in ottica antiriciclaggio

Bruxelles – Con la pubblicazione dei programmi di governo delle coalizioni in vista del voto del 25 settembre, è ora possibile analizzare e verificare l’attendibilità delle diverse proposte elettorali, anche quelle che riguardano direttamente o indirettamente l’Unione Europea. Un esempio è il punto sul tetto al contante dell’Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra della coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia: “Innalzamento del limite all’uso del denaro contante, allineandolo alla media dell’Unione Europea“.

A livello teorico, la proposta è coerente se si considera il quadro europeo, in cui l’Italia ricopre un ruolo di capofila in Europa nella limitazione dell’uso del denaro contante per le transazioni tra privati e professionisti (dunque la media Ue è superiore a quella italiana). La soglia, scesa a mille euro dal primo gennaio 2022, è stata ritoccata a duemila euro fino alla fine dell’anno per effetto di un emendamento approvato al decreto Milleproroghe (il limite tornerà a mille euro dal primo gennaio del prossimo anno). A livello Ue non è così semplice considerare la media tra i Paesi membri, dal momento in cui sono 16 (su 27) i governi europei che hanno deciso di imporre un tetto al contante e tra gli 11 che non lo prevedono sono comunque possibili delle limitazioni a livello di singoli esercenti.

Considerando gli Stati membri che presentano un limite all’uso del denaro contante (Belgio, Bulgaria, Croazia, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Slovenia), la media si attesta sui 5.300 euro, con la Grecia al primo posto (500 euro) e l’Italia superata – momentaneamente, fino al termine della proroga per il 2022 – da Spagna, Francia e Romania (mille euro). Croazia e Slovacchia sono i Paesi Ue meno restrittivi (15 mila euro), mentre Malta e Repubblica Ceca hanno fissato il limite a 10 mila euro. Tra gli Stati membri che non prevedono limitazioni, in Germania chi paga oltre 10 mila euro in contanti deve esibire un documento d’identità, in Danimarca gli esercenti possono decidere di accettare pagamenti in contanti solo fino a 2.500 euro, nei Paesi Bassi esiste l’obbligo di segnalare le transazioni sospette di importo superiore ai duemila euro e in Svezia un commerciante può rifiutare qualsiasi pagamento in contanti.

In termini pratici la proposta della coalizione di destra implica che l’Italia alzi di oltre quattromila euro il tetto all’uso del denaro contante (se l’obiettivo è di “allinearlo alla media Ue”) e questo andrebbe in direzione opposta rispetto a quella tracciata da Bruxelles. Solo un anno fa la Commissione Europea aveva presentato un pacchetto di proposte legislative per rafforzare le norme dell’Unione in materia di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Oltre alla creazione di una nuova autorità comunitaria per combattere il riciclaggio e a regole uguali per tutti i Paesi membri, il regolamento prevede “l’adeguata verifica e titolarità effettiva del cliente”, incluso il limite a livello Ue di 10 mila euro per i pagamenti in contanti. L’obiettivo fissato dall’esecutivo comunitario è da considerarsi come un primo tentativo di allineare tutti i Paesi membri, ma non necessariamente di armonizzare gli importi: possono rimanere in vigore limiti nazionali inferiori a quelli Ue e la bussola è la “protezione dell’integrità del sistema finanziario e del Mercato unico”, come aveva sottolineato la commissaria per i Servizi finanziari, Mairead McGuinness. In questo contesto, l’Italia rappresenta già uno dei casi più virtuosi nello sforzo dell’Unione di limitare i pagamenti in contanti non tracciabili, largamente utilizzati per operazioni illecite.

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