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Chi entra e chi esce dal Parlamento Ue. Tutti i possibili sostituti degli eurodeputati (forse) eletti il 25 settembre

Chi entra e chi esce dal Parlamento Ue. Tutti i possibili sostituti degli eurodeputati (forse) eletti il 25 settembre

In caso di elezione al Senato, alla Camera dei Deputati o in Consiglio Regionale, i 13 membri dell'Eurocamera dovranno decidere se rinunciare alla carica europea o rimanere a Bruxelles. Pronti gli esclusi del 2019, con potenziali cambi di equilibri nel numero di membri delle delegazioni

Bruxelles – Il valzer dei seggi parlamentari è pronto ad andare in scena sull’asse Roma-Bruxelles, si aspetta solo che inizino le danze con le elezioni in Italia del prossimo 25 settembre. Sono 11 i membri del Parlamento Europeo candidati tra Senato e Camera dei Deputati (più una candidatura alla presidenza della Regione Sicilia) che, secondo quanto stabilito dal regolamento dell’Eurocamera, in caso di elezione dovranno scegliere se restare a Bruxelles o tornare in Italia (il mandato nazionale è incompatibile con quello europeo). In attesa dell’esito del voto, si stanno già iniziando a preparare i sostituti dei 13 eurodeputati in corsa, che potrebbero essere ripescati dalle liste degli esclusi alle elezioni europee del 2019 e scegliere se prendere parte ai lavori del Parlamento Ue fino al 2024.

Per la coalizione del centro-sinistra, all’interno del Partito Democratico sono tre gli interessati dalle elezioni in Italia. Alessandra Nardini potrebbe prendere il posto di Simona Bonafè, dopo una serie di avvicendamenti a Bruxelles dal maggio 2019: l’assessora all’Istruzione della Regione Toscana era stata la quarta tra gli esclusi nella circoscrizione Italia Centrale, ma sono già subentrati Roberto Gualtieri (con la decisione di Pietro Bartolo di essere eletto nella circoscrizione Italia Insulare), Nicola Danti (con la nomina di Gualtieri a ministro dell’Economia nel governo Conte II) e Camilla Laureti (dopo la morte del presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli). Andrea Soddu potrebbe invece arrivare a Bruxelles al posto di Caterina Chinnici, candidata presidente per la Regione Sicilia: non è però da escludere una rinuncia da parte dell’attuale sindaco di Nuoro e in quel caso entrerebbe in gioco Michela Giuffrida, oggi portavoce del governatore siciliano dimissionario, Nello Musumeci. Il terzo nome è quello di Achille Variati, ex-sindaco di Vicenza e dal 2019 sottosegretario al ministero dell’Interno, probabile sostituto del leader di Azione, Carlo Calenda (nel 2019 capolista nella circoscrizione Italia Nord-Orientale per il Pd). In questo scenario la delegazione del Partito Democratico tornerebbe a contare 18 membri (escluso Danti, oggi in Italia Viva nel gruppo Renew Europe).

Per la coalizione di destra, sono complessivamente sette gli eurodeputati che potrebbero lasciare a settembre Bruxelles e per cui sarà necessario cercare i sostituti. Fratelli d’Italia dovrebbe vedere un solo scambio tra il co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei all’Eurocamera, Raffaele Fitto (anche lui subentrato nel 2019 dopo la rinuncia della leader di partito e della famiglia europea, Giorgia Meloni) e Denis Nesci, commissario di Fratelli d’Italia a Reggio Calabria e secondo tra gli esclusi nella circoscrizione Italia Meridionale.

Dentro Forza Italia è pronta al ritorno al Parlamento Europeo Alessandra Mussolini (dopo i mandati tra il 2004 e il 2008 e tra il 2014 e il 2019), che dovrebbe sostituire il coordinatore nazionale del partito, Antonio Tajani. Al posto di Silvio Berlusconi potrebbe ripresentarsi anche Lara Comi (eurodeputata dal 2009 al 2019), attualmente a processo a Milano per corruzione e finanziamento illecito nell’inchiesta ‘Mensa dei Poveri’ e indagata per truffa ai danni del Parlamento Europeo (archiviata invece l’accusa di finanziamento illecito per consulenze da 31 mila euro). Il rischio di perdere un membro per Forza Italia (Andrea Caroppo nel 2019 compariva tra le fila degli eletti della Lega) è compensato dalla coincidenza che Elisabetta De Blasis, seconda tra gli esclusi del Carroccio (Vincenzo Sofo era subentrato al posto del capolista per la circoscrizione Italia Meridionale, Matteo Salvini) ha fatto ritorno ritorno pochi mesi fa nel partito di Berlusconi.

A proposito di Lega, questa è la delegazione in cui si registrano più movimenti tra eurodeputati ed eventuali sostituti, se si considera anche il caso ‘esterno’ in Forza Italia. A prendere il posto di Mara Bizzotto dovrebbe essere Paola Ghidoni, seconda esclusa nella circoscrizione Italia Nord-Orientale (Rosanna Conte è subentrata al capolista Salvini), mentre al posto di Marco Dreosto si prepara Matteo Gazzini (terzo escluso nella stessa circoscrizione). Più complessa la situazione invece per la possibile sostituzione di Annalisa Tardino, dopo il subentro – e la successiva fuoriuscita – di Francesca Donato (oggi in Rinascita Repubblica) al posto di Salvini. Il secondo escluso della circoscrizione Italia Insulare è Igor Gelarda, consigliere comunale dimissionario a Palermo passato un mese fa tra le fila di Sicilia Vera di Cateno De Luca, che è candidato sia alle elezioni regionali sia a quelle nazionali con la lista Sud Chiama Nord. Nel caso non dovesse arrivare un responso positivo per lui alle urne, la Lega potrebbe perdere un eurodeputato in delegazione: in caso contrario dovrà tenersi pronto Massimiliano Piu, vice-coordinatore regionale del Carroccio in Sardegna.

Il Movimento 5 Stelle è l’unico tra i partiti italiani rappresentati al Parlamento Ue che non schiererà eurodeputati nelle proprie liste di candidati alle politiche del 25 settembre, ma questo non significa che non potrebbero essere contattati alcuni esclusi alle elezioni europee del 2019 come sostituti di fuoriusciti. In virtù della candidatura di Eleonora Evi (oggi co-portavoce di Europa Verde) e di Chiara GemmaDaniela Rondinelli (passate a Impegno Civico di Luigi Di Maio), la delegazione M5S potrebbe tornare a crescere dopo anni di stillicidio (da 14 a 5 membri in tre anni). Al loro posto potrebbero entrare all’Eurocamera rispettivamente Maria Angela Danzì (prima esclusa per 549 voti nella circoscrizione Italia Nord-Occidentale), il capogruppo M5S al Consiglio regionale dell’Abruzzo, Gianluca Ranieri (primo escluso nella circoscrizione Italia Meridionale), e l’ex-sindaco di Livorno, Filippo Nogarin (primo escluso nella circoscrizione Italia Centrale).

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