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La Commissione Ue ai Governi: ripartite con la campagna vaccinale Covid-19

La Commissione Ue ai Governi: ripartite con la campagna vaccinale Covid-19

Dopo il via libera dell'Ema, il gabinetto von der Leyen ha autorizzato l'uso di vaccini adattati alla variante Omicron di BioNTech Pfizer e Moderna. Tra le misure per evitare un'impennata di casi in autunno/inverno, anche il miglioramento dell'adozione della vaccinazione primaria

Bruxelles – Autorizzazione all’uso dei vaccini adattati alla variante Omicron e un’azione decisa sulla campagna vaccinale contro il Covid-19 in autunno e in inverno, con particolare attenzione a soggetti a rischio e over-60. Sono queste le misure principali contenute nella risposta della Commissione Ue per contrastare il rischio di un’impennata di casi nella prossima stagione, con diversi suggerimenti agli Stati membri per “mettere in atto strategie e strutture necessarie” e per “aumentare la diffusione dei vaccini, compresi quelli adattati e quelli nuovi“, garantendo che tutti i cittadini siano “ben protetti”.

Durante la prossima campagna vaccinale contro il Covid-19 sarà necessario prima di tutto “migliorare l’adozione del vaccino nel corso della vaccinazione primaria e della prima dose di richiamo tra le persone idonee”, soprattutto nei Paesi con tassi di vaccinazione attualmente più bassi. Per tutti gli altri, in vista di una generale somministrazione, si dovrà dare priorità per la seconda dose di richiamo a “gruppi specifici di popolazione”, vale a dire “persone di età pari o superiore a 60 anni e per altri individui idonei di qualsiasi età a rischio di malattia grave”. Un focus particolare anche alla strategia di comunicazione “chiara e regolarmente aggiornata, basata sugli sviluppi epidemiologici, sulle conoscenze comportamentali e sulla percezione del pubblico”, sottolinea la Commissione, mettendo in risalto i benefici della vaccinazione contro il Covid-19.

A questo si aggiunge l’autorizzazione dell’esecutivo comunitario all’utilizzo dei vaccini adattati alla variante Omicron BA.1 (sviluppati da Pfizer/BioNTech e da Moderna), arrivata ieri (giovedì primo settembre) a stretto giro dal via libera da parte del comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema. In questo quadro, il gabinetto von der Leyen ha suggerito ai Ventisette di “sviluppare strategie nazionali di vaccinazione che chiariscano quali vaccini, compresi quelli nuovi e adattati, debbano essere somministrati a quali gruppi di popolazione“, anche in vista della “possibile comparsa di nuove varianti”, e di prepararsi a “garantire una capacità logistica sufficiente” per somministrare queste dosi di vaccini “non appena verranno consegnate”.

La commissaria per la Salute, Stella Kyriakides, ha ricordato che “la pandemia è ancora molto presente” ed è necessario “agire ora, insieme, in modo coordinato e sostenuto per contribuire a evitare un’altra ondata di casi gravi di Covid-19”. Prevenire è il concetto-chiave, dopo due anni di convivenza con il Coronavirus, ed è per questo che “le lacune vaccinali devono essere colmate con la massima priorità“. Si devono poi accompagnare “sistemi di sorveglianza resistenti per monitorare l’evoluzione del virus”, ma anche “strategie per la reintroduzione di misure efficaci di sanità pubblica, se necessario“. In altre parole, “dobbiamo essere pronti ad affrontare un’altra stagione impegnativa”.

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