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Mercato unico funzionante anche con le crisi, l'Ue mette un freno alle restrizioni nazionali

Mercato unico funzionante anche con le crisi, l'Ue mette un freno alle restrizioni nazionali

La proposta di uno strumento d'emergenza per garantire libera circolazione di merci e servizi. Ai governi verrà impedito di procedere in modo unilaterale

Bruxelles – Fare in modo che il mercato unico resti funzionante in tempi di crisi, di qualunque natura esse siano. Vuol dire garantire la libera circolazione di beni e servizi essenziali, con divieti per gli Stati membri di restrizioni unilaterali, da attuale solo “come ultima risorsa”. La Commissione europea ridisegna la propria area economica, attraverso una proposta di regolamento per nuovi strumenti di risposta alle crisi. In base a queste nuove disposizioni, una volta attivata la modalità di emergenza, la libera circolazione nel mercato unico sarà mantenuta attraverso una lista nera di restrizioni vietate e, più in generale, attraverso un controllo rafforzato e rapido delle restrizioni unilaterali.

“La crisi del COVID-19 ha mostrato che dobbiamo rendere operativo il nostro mercato unico in ogni momento, anche in tempi di crisi”, scandisce Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile per la Concorrenza. Cita le corsie preferenziali create durante la pandemia, per garantire consegna di tutto il materiale necessario come mascherine e respiratori. Si vuole fare di questa esperienza la regola.

Nell’ambito dello SMEI, lo strumento d’emergenza del mercato unico, si attiverà la modalità di vigilanza quando vi è la minaccia di un’interruzione significativa della fornitura di beni o servizi di importanza strategica con il potenziale di degenerare in un’emergenza del mercato unico. La Commissione identificherà ciò di cui c’è bisogno, vietando agli Stati membri di adottare specifiche restrizioni alla libera circolazione di beni e servizi rilevanti per la crisi, “a meno che non si tratti di una misura giustificata di ultima istanza”.

A Bruxelles, guardando indietro, si è visto che per rispondere alla pandemia le restrizioni all’esportazione intra-UE e le limitazioni ai viaggi erano “in molti casi mal progettate e giustificate“, e le azioni nazionali “hanno interrotto la libera circolazione di beni, servizi e persone, causando costi economici, ritardi e ostacolando la risposta generale alla crisi.

Per garantire un mercato unico sempre funzionante, anche in momenti emergenziali, l’esecutivo comunitario istituirà un un gruppo consultivo, definirà un quadro per la pianificazione di emergenza, un quadro per la modalità di vigilanza del mercato unico e un quadro per la modalità di emergenza del mercato unico. Sono questi i quattro elementi chiave per garantire coordinamento ed evitare frammentazioni.

Anziché fare affidamento su azioni improvvisate ad hoc, lo strumento di emergenza del mercato unico fornirà una risposta strutturale per preservare la libera circolazione di beni, persone e servizi in tempi avversi“, assicura Thierry Breton, commissario per il Mercato interno e l’industria. “Lo SMEI garantirà un migliore coordinamento con gli Stati membri”.

La proposta di regolamento dovrà adesso passare al vaglio di Parlamento e Consiglio. Dall’Eurocamera arriva una prima reazione di Anna Cavazzini (Verdi), presidente della commissione industria e mercato interno. “Accolgo con favore i piani della Commissione europea”, commenta. Il mercato unico, sottolinea, “è la spina dorsale della nostra economia che tiene unita l’Europa, soprattutto in tempi di crisi”. Per cui “mappare, valutare e fornire potenziali risposte ai rischi non solo economici ma anche sociali, ambientali e politici della catena di approvvigionamento sarà un compito fondamentale per questo nuovo comitato consultivo”.