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Vongole dell'Adriatico, in Parlamento europeo la Spagna contro il made in Italy

Vongole dell'Adriatico, in Parlamento europeo la Spagna contro il made in Italy

Esecutivo comunitario favorevole alla deroga per pescare frutti di mare inferiori ai 25 millimetri, ma in commissione Pesca asse iberico Ppe-S&D contro questa decisione

Bruxelles – Vongole dell’Adriatico ‘made in Italy’, questa deroga non s’ha da fare. Gli europarlamentari della Spagna puntano i piedi e sono pronti a bloccare la proposta di via libera della Commissione europea, che pure si dichiara disponibile a permettere il prelievo dei frutti di mare di dimensioni inferiori ai 25 millimetri di diametro come previsto dalle regole UE in materia di pesca. Il braccio di ferro tra Italia e resto d’Europa si trascina da anni, da quando le vongole del mar Adriatico sono state escluse dalle politiche comunitarie sugli stock ittici perché ‘troppo piccole’. I tecnicismi regolatori si scontrano un’altra volta con la politica, quella dell’Europa degli Stati.

La commissione Pesca del Parlamento europeo è chiamata a esprimersi sulla proposta di atto delegato dell’esecutivo comunitario, il corrispettivo Ue del decreto attuativo per l’Italia. Ci sono due mesi di tempo per dare un via libera che, per l’Italia, vorrebbe dire continuare ad agire in deroga alle regole. L’Italia ha ottenuto concessioni già nel 2020 (entrate in vigore nel 2021), per un periodo di validità prossimo alla scadenza (31 dicembre 2022). Il governo Draghi, a marzo di quest’anno, ha chiesto di poter prendere dai fondali marini dell’Adriatico i frutti di mare che si trovano nell’ambiente marittimo. Qui però le vongole raggiungono le dimensioni di 22 millimetri, meno del previsto. Sono state portati a Bruxelles studi, analisi e dati scientifici a sostegno delle richiesta che, l’esecutivo comunitario, ha accordato.

Il Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca di Bruxelles (STECF) ritiene che, sulla base delle informazioni a sua disposizione in questa fase della raccomandazione congiunta, “la deroga al sia in linea con gli obiettivi dello sfruttamento sostenibile degli stock di conchiglie in alcune acque territoriali italiane”. Anche perché, sostengono tecnici e collegio dei commissari, la deroga “non ha avuto un impatto negativo sullo stato della risorsa”, tanto che “lo stato degli stock sembra essere stabile o in miglioramento”. Inoltre il piano italiano ha saputo portare benefici ambientali. “Il minor sforzo di pesca, ha contribuito a ridurre l’impatto sull’attività di pesca sull’ecosistema marino consentendo una significativa diminuzione dell’area dragata”.

Il via libera dell’esecutivo comunitario si scontra però con le resistenza degli europarlamentari spagnoli che, di fronte al prodotto delle regioni adriatiche italiane, marciano compatte. Le delegazioni di popolari (PPE) e socialiste (S&D) hanno dato vita ad un’alleanza contro le vongole inferiori ai 25 millimetri. A loro si aggiungono anche gli spagnoli dei liberali (RE), e far approvare l’atto delegato in commissione Pesca diventa più complicato. Annunciano la presentazione di una obiezione alla concessione di deroga.

Rosanna Conte, membro leghista in commissione Pesca, promette battaglia. “La taglia minima fissata dal regolamento Ue per ragioni di salvaguardia della risorsa non ha senso nelle acque lagunari del Mar Adriatico. È chiaro, dunque, che l’obiezione spagnola è l’ennesimo tentativo di ostacolare il lavoro svolto dai comitati scientifici”. Insorge anche Rosa D’Amato, dei Verdi. “Giusto consentire la pesca per taglie al di sopra dei 22 millimetri, come attualmente in vigore. Sarò in prima linea per fermare questo tentativo di danneggiare la competitività di un settore così importante per la piccola pesca italiana”.

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