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Gas, rinnovabili e idrogeno: l'Ue cerca di rafforzare la cooperazione energetica con l'Algeria

Gas, rinnovabili e idrogeno: l'Ue cerca di rafforzare la cooperazione energetica con l'Algeria

La commissaria europea per l'Energia, Kadri Simson, ad Algeri per consolidare i rapporti. Bruxelles cerca un accordo per aumentare i volumi di gas esportati in Ue dall'Algeria, terzo fornitore all'Europa

Bruxelles – Gas, energie rinnovabili e idrogeno pulito. L’Unione europea è pronta a portare la cooperazione energetica con l’Algeria “a un livello successivo” e lo dimostra il viaggio di oggi (10 settembre) ad Algeri della commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, che ha presieduto il dialogo di alto livello sull’energia. In conferenza stampa al fianco del ministro dell’Energia algerino, Mohamed Arkab, ha ricordato che le relazioni tra Unione europea e Algeria sono “forti, storiche e profonde”, ma possono essere approfondite e sviluppate ancora attraverso tre aree di cooperazione: gas, rinnovabili e idrogeno.

Sul gas, “l’Algeria è stata a lungo, ed è tuttora, un importante e affidabile fornitore di gas naturale per l’Europa” e di conseguenza il continente è il più grande mercato per il gas naturale algerino. L’Algeria è il terzo maggiore fornitore di gas dell’UE, ma è nei piani di Bruxelles stringere un accordo per aumentare i volumi di gas importati dal lì nel quadro della necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e diversificare i fornitori. Dal viaggio di Simson per ora non sono emersi impegni concreti in tal senso, ma Bruxelles ci lavora. Entrambi “trarremmo beneficio dall’aumento dei volumi” di gas esportati, ha ammesso la commissaria secondo cui l’aumento dei volumi potrebbe essere ottenuto in “collaborazione con le aziende europee attingendo a nuovi giacimenti di gas”.

Stando alle parole di Simson, Bruxelles ha proposto alla controparte algerina un progetto di cooperazione per “ridurre ulteriormente le emissioni fuggitive di metano e il gas flaring (ovvero la pratica di bruciare gas diffusa in tutti i processi di estrazione petrolifera) che renderebbe disponibile più gas per il commercio” e dunque per l’esportazione verso l’Ue. L’altra chiave per aumentare le forniture di metano all’Europa sono le rinnovabili. Usare di più il sole e il vento per generare elettricità può contribuire, spiega la commissaria, a decarbonizzare il sistema elettrico algerino, aumentarne la crescita economica e i posti di lavoro. Ma anche anche a lasciare all’Algeria maggiori volumi di gas naturale per l’esportazione verso l’Europa. Per garantire lo sviluppo di rinnovabili su larga scala l’Ue è pronta a mobilitare “importanti finanziamenti europei” dal momento che l’Algeria dispone di abbondanti “fonti di energia rinnovabile, solare ed eolica, ed è geograficamente vicina all’Europa, quindi ha un grande potenziale per diventare un leader globale nella produzione di energia pulita per il consumo locale, ma anche per l’esportazione, compresa l’Europa”.

La terza dimensione per rafforzare la cooperazione è l’idrogeno. “Il potenziamento della produzione di energia elettrica rinnovabile è importante, perché è un prerequisito per lo sviluppo dell’industria dell’idrogeno verde, e questa è una terza area politica in cui vedo un interesse comune molto chiaro per l’Algeria e l’UE a lavorare insieme”, ha spiegato ancora la commissaria. Per questo si pensa a un possibile partenariato UE-Algeria per l’idrogeno che “potrebbe lavorare congiuntamente per sviluppare la produzione, il consumo e il commercio di idrogeno rinnovabile e derivati basati sull’idrogeno e questo faciliterebbe anche la transizione pulita dell’Algeria”. Imperativo, per la commissaria estone, “lavorare insieme per creare le giuste condizioni che favoriscano gli investimenti e la promozione di partenariati tra imprese europee e algerine”, ha concluso.

Mentre aumenta l’insicurezza dell’Ue sulle forniture energetiche, Bruxelles prosegue il lavoro per diversificare i fornitori di gas dalla Russia (da cui prima della guerra dipendeva per oltre il 40 per cento delle forniture, oggi al 7,5 per cento). Nei mesi scorsi la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen si è recata in Azerbaigian per raddoppiare le importazioni di gas naturale azero ad almeno 20 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2027 e poco prima, a metà giugno, è volata al Cairo per siglare un memorandum d’intesa con cui Egitto e Israele si sono impegnati a incrementare le esportazioni di gas naturale verso il Continente. Nel quadro del suo piano ‘RepowerEu’ per liberarsi dai combustibili in arrivo da Mosca, Bruxelles ha stimato che sarà necessario aumentare le sue importazioni di gas da fonti non russe, principalmente gas naturale liquefatto (+50 miliardi di metri cubi), ma anche gas proveniente da gasdotto (+10 bcm) visti i limiti infrastrutturali di molti Paesi membri Ue che dispongono di pochi rigassificatori sul proprio territorio. L’Ue ha già siglato un accordo con gli Stati Uniti per la consegna di almeno 15 miliardi di metri cubi di Gnl nel 2022 e circa 50 miliardi di metri cubi all’anno almeno fino al 2030.

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