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L'Eurocamera vota 'sì' agli obiettivi di indipendenza energetica nei Pnrr. Ora verso l'accordo con gli Stati su 'REPowerEU' entro Natale
Roberta Metsola

L'Eurocamera vota 'sì' agli obiettivi di indipendenza energetica nei Pnrr. Ora verso l'accordo con gli Stati su 'REPowerEU' entro Natale

"Tutto è pronto per l'avvio del primo trilogo il prima possibile, entro una settimana. Ci aspettiamo di raggiungere un accordo con il Consiglio prima di Natale”, ha detto la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola

Bruxelles – Combattere la crisi delle bollette attraverso la transizione. Il Parlamento europeo riunito in mini-plenaria a Bruxelles ha adottato oggi (10 novembre) un testo legislativo per dare il via libera all’inclusione degli obiettivi e delle misure del ‘REPowerEU’, il piano presentato a maggio per affrancare l’Ue dai combustibili fossili russi, nei piani nazionali di ripresa e resilienza, i Pnrr. L’atto di indirizzo è stato adottato da un’ampia maggioranza (471 voti a favore, 90 contrari e 53 astensioni) e costituisce il mandato dell’Eurocamera per negoziare con gli Stati membri al Consiglio Ue e trovare un accordo politico sul ‘REPowerEu’.

“Tutto è pronto per l’avvio del primo trilogo (il negoziato europeo tra Parlamento e Consiglio, mediato dalla Commissione Ue) il prima possibile, entro una settimana. Ci aspettiamo di raggiungere un accordo con il Consiglio prima di Natale”, ha assicurato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, subito dopo il voto. Lo stesso obiettivo di arrivare alla fine dell’anno con un accordo sull’ambizioso piano da potenziali 300 miliardi di euro per liberare l’Ue dalla dipendenza dal gas russo è condiviso dalla presidenza della Repubblica ceca di turno al Consiglio Ue, che punta a trovare un accordo entro la fine della sua presidenza.

“Il chiaro messaggio” che è arrivato oggi dall’Eurocamera “è che ci serve una legislazione ora, non ci possono essere ritardi, alle famiglie vulnerabili e alle imprese serve sostegno prima possibile”, ha aggiunto Metsola. Ha ricordato in conferenza stampa che la legislazione ‘REPowerEu’ consente ai Paesi membri di “usare oltre 200 miliardi di euro dai prestiti del dispositivo di ripresa e resilienza (Rrf) per combattere la crisi energetica”, con investimenti “nelle rinnovabili, nell’efficienza energetica e nelle interconnessioni”. In aggiunta, ha ricordato ancora la numero uno dell’Eurocamera, la proposta prevede che altri 20 miliardi di euro possano essere resi disponibili (dal mercato europeo del carbonio, il sistema Ets) come sovvenzioni per i Paesi membri. Questo significa almeno 220 miliardi di euro disponibili per centrare gli obiettivi di indipendenza energetica del ‘REPowerEu’, che secondo Metsola “ha il potenziale di essere un punto di svolta” per la politica energetica dell’Unione.

Presentando a maggio il piano di indipendenza energetica dalla Russia, Bruxelles ha dato ai governi la possibilità di modificare il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con un capitolo aggiuntivo dedicato agli obiettivi del ‘REPowerEu’, per risparmiare energia, produrre energia pulita e diversificare gli approvvigionamenti energetici. Nel loro mandato negoziale, gli eurodeputati insistono sull’idea di indirizzare le misure dei capitoli di REPowerEU a “ridurre le vulnerabilità energetiche nell’UE”, quindi dando priorità agli investimenti per alleviare famiglie, imprese e consumatori dalla crisi dei prezzi e più in generale sulle condizioni di povertà energetica, aggravate dalla guerra di Russia in Ucraina.

Quanto al finanziamento del piano, gli eurodeputati condividono già con il Consiglio l’idea che i 20 miliardi di euro di sovvenzioni che la Commissione propone di prendere dalla riserva di stabilità del mercato dell’Ets, il mercato europeo del carbonio, siano invece prelevati da una precedente vendita all’asta di quote di emissioni nazionali nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE. I deputati chiedono inoltre alla Commissione europea di identificare ulteriori fonti aumentare la potenza finanziaria di ‘REPowerEU’, anche fornendo la flessibilità per utilizzare i fondi strutturali della coesione non spesi, in particolare dal periodo 2014-2020, come di recente proposto dalla Commissione europea.

Bruxelles ha proposto di derogare al principio del ‘non arrecare un danno significativo all’ambiente’ in ragione della necessità di assicurare l’indipendenza energetica, ad esempio costruendo nuove infrastrutture per il passaggio e il trasporto del gas e del petrolio alternative alla Russia. Gli eurodeputati, invece, insistono perché il principio del “non arrecare danno significativo” sia applicato come su tutti gli altri capitoli, anche su quello per il ‘REPowerEU’.

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