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Italia, la crescita più che dimezzata: nel 2023 +0,3 per cento anziché 0,9 per cento
Palazzo Chigi [foto: imagoeconomica]

Italia, la crescita più che dimezzata: nel 2023 +0,3 per cento anziché 0,9 per cento

Le previsioni economiche d'autunno della Commissione europea vedono il Paese soffrire come il resto dell'eurozona la guerra in Ucraina e le sue ripercussioni. Da Dombrovskis nuovo invito alle riforme.

Bruxelles – Italia, la crescita si dimezza ma il debito si riduce di un punto percentuale. In un clima di generale incertezza e con l’Eurozona in frenata, l’Italia risente di una crisi trainata dagli effetti della guerra in Ucraina. Per il 2023 la Commissione europea vede il Prodotto interno lordo tricolore a +0,3 per cento anziché +0,9 per cento. Il sistema Paese non è maglia nera per performance di crescita, ma è comunque agli ultimi posti. Solo Germania, Lettonia (entrambe viste in recessione), Belgio e Finlandia registrano traiettorie di crescita minori.

La buona notizia è che l’Italia ha una traiettoria discendente del debito. La Commissione europea, rispetto ai livelli del 2022 (144,6% nel rapporto col Pil), vede una riduzione di un punto percentuale sia nel 2023 sia nel 2024. Un dato che aiuta a dare fiducia a mercati e partner, sempre attenti allo stato di finanza pubblica tricolore. La previsione offre segnali ottimisti circa la sostenibilità del disavanzo.

Se il debito è previsto in diminuzione, il deficit invece è previsto in aumento. Alla fine di quest’anno il rapporto deficit/Pil sarà al 5,1 per cento, previsto in riduzione al 3,6 per cento al prossimo anno. Ma nel 2024, il disavanzo nominale dovrebbe aumentare al 4,2 per cento poiché si prevede che le imposte correnti aumenteranno più lentamente del Pil nominale e le pensioni aumenteranno ulteriormente. Al tradizionale alto debito si aggiunge dunque la questione del deficit, previsto ben oltre la soglia massima del 3 per cento previsto dalle regole comuni, al momento sospese, ma che si prevede di riattivare a breve.

Per l’Italia come per l’eurozona, “la principale minaccia deriva dagli sviluppi negativi del mercato del gas e dal rischio di carenze, soprattutto nell’inverno 2023-24”, rileva la Commissione europea, il cui invito è lavorare in tal senso.  Vuol dire riforme vere e tempestive, e interventi mirati per famiglie e imprese vulnerabili, come sottolinea il commissario per un’Economia al servizio delle persone, Valdis Dombrovskis.  “Un mercato del lavoro forte, unito alle riforme e agli investimenti nel meccanismo per la ripresa, dovrebbe contribuire a sostenere l’economia”. Un messaggio valido per tutto, incluso il governo Meloni, alle prese con la bozza di legge di stabilità che a Bruxelles attendono. 

Nel Paese gli investimenti immobiliari sono destinati a “rallentare notevolmente”, a causa dell’aumento dei tassi ipotecari e dell’eliminazione graduale degli incentivi alla ristrutturazione degli edifici. Non solo. Si guarda con preoccupazione il tasso occupazionale, visto che “la domanda di lavoro sta diminuendo nei settori più energivori come l’industria manifatturiera e l’edilizia”, anche se la crescita dell’occupazione è rallentata anche nel settore del commercio al dettaglio e del turismo.

Nel complesso, la crescita dell’occupazione dovrebbe rimanere sostanzialmente in linea con l’attività economica nell’orizzonte di previsione. Il tasso di disoccupazione è destinato a salire, dall’8,3 per cento nel 2022 all’8,5 per cento nel 2024. Non c’è dubbio che “in Italia lo shock dei prezzi dell’energia e il peggioramento delle prospettive esterne si fanno sentire”, ammette il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni.

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