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Donohoe si ricandida, cerca un secondo mandato alla testa dell'Eurogruppo
Paschal Donohoe. Il presidete dell'Eurogruppo cerca un secondo mandato [foto: Wikimedia Commons]

Donohoe si ricandida, cerca un secondo mandato alla testa dell'Eurogruppo

Il presidente uscente cerca la rielezione promettendo "maggior coordinamento" nella risposta alle sfide, prime fra tutte caro-energia e alta inflazione

Bruxelles – Paschal Donohoe corre per un secondo mandato alla testa dell’Eurogruppo. Ha presentato candidatura formale, con un impegno chiaro: più coordinamento. Nella lettera inviata ai partner indica nel “rafforzamento di questo coordinamento” come “priorità numero uno”. La ritiene imprescindibile per lottare contro “prezzi dell’energia e un’inflazione sempre più elevati” che impattano sull’economia dell’eurozona.

Donohoe, ministro delle Finanze irlandese, 48 anni, ha assunto l’incarico di presiedere i lavori dei ministri economici dei Paesi con la moneta unica il 13 luglio 2020. Ricorda che quando si candidò la prima volta promise di essere “un ponte” tra le diverse anime del gruppo dei 19 Paesi. Promette di continuare a fare altrettanto, un modo di agire e lavorare quantomai necessario “in tempi così incerti”, che richiedono che “questo tipo di impegno sia ancor più cruciale”.

Al momento non ci sono ancora altre candidati ufficiali per il ruolo occupato dall’irlandese.C’è tempo fino alle 12:00 del 24 novembre per poter presentare la propria candidatura, e poi il 5 dicembre si procederà al voto. Basta la maggioranza semplice per essere eletti, quindi 10 voti sui 19 membri. Numeri, che al momento, non ci sono.

Donohoe, espressione del Partito popolare europeo, può contare su sette colleghi di partito (Austria, Belgio, Cipro, Grecia, Lettonia, Lituania e Slovacchia). Se anche i ministri economici del Ppe votassero in blocco, non si raggiungerebbe la maggioranza richiesta. Serviranno alleanze e negoziati politici tutti da condurre. C’è una revisione del patto di stabilità in ballo, che potrebbe incidere nel processo. Donohoe comunque ci riprova, forte anche dell’apprezzamento generale di cui gode per il lavoro svolto.

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